Racconto di un nostro socio
La rimozione della mia bicicletta
RIMOZIONE DELLA BICICLETTA DA PIAZZA STAZIONE zona RAMPA BIGLIETTERIA 27 APRILE
2006
Prendo spesso il treno delle 7:30; alle 7:25 arrivo con la mia bicicletta (NB da
Scandicci) e, con un buon lucchetto di tipo "bloster", la allucchetto in modo
isolato a un palo della segnaletica verticale che mi dà qualche speranza di
ritrovarcela la sera quando torno. Questa sistemazione mi sembra che non
intralci nessuno anche perché il marciapiede, in quel punto cioè quasi in cima
alla rampa di accesso alla biglietteria della stazione ferroviaria di Santa
Maria Novella, è larghissimo.
Torno la sera verso le 17:00 e la bici non c'è più: a terra nessuna traccia del
lucchetto o di sue parti. Penso subito al furto, ma ipotizzo anche la rimozione
da parte dei Vigili Urbani. A pochi metri trovo un Vigile a cui chiedo come
fare ad accertarmi se una bicicletta sia stata rimossa: mi dice di telefonare
alla Depositeria Comunale, di cui non si ricorda il numero telefonico, noto
invece al suo Collega poco più in là che prontamente me lo riferisce.
Comincio a telefonare, ma per una buona oretta è impossibile parlare con
qualcuno: il centralino risponde di rimanere in linea per non perdere la
priorità acquisita, ma dopo neanche un minuto la linea cade sistematicamente.
Alle 18:00 passate trovo un'altra coppia di Vigili presso il luogo dove era
parcheggiata la bici e di nuovo mi informo: essi tramite collegamento alla
centrale vengono a sapere che effettivamente qualche rimozione di biciclette
c'è stata (e io cominci a sperare che anche la mia sia stata rimossa, e che non
sia stata rubata).
Tornato a casa, in serata riesco a parlare con la Depositeria e tramite il nome
della casa costruttrice della bici ed il colore riesco ad avere la conferma che
la mia bici è lì. L'Addetto mi indica anche le modalità di riscatto del mezzo,
e gli orari di apertura. La mattina dopo mi reco alla Depositeria,
necessariamente accompagnato in macchina (come altro? Con la linea 44?), e dopo
l'ameno svincolo di Ponte a Greve scendo a piedi sotto la FiPiLi per arrivare
con l'apposito percorso pedonale agli Uffici: ho con me le chiavi del lucchetto
tranciato, che (immagino) possano servire a identificarmi come proprietario del
mezzo, e il documento di identità.
Allo sportello vengo avvisato che il riscatto ha un costo, che forse è
sproporzionato al valore della bici, e che poi verrà emanato un verbale
sanzionatorio se la rimozione è stata originata da parcheggio non consentito:
consapevole del valore della mia bicicletta (affettivo, tecnico e d'uso)
intendo comunque recuperare il mezzo, e lo descrivo minuziosamente per dare
all'Operatore elementi per non dubitare che sia mio; infatti la prova del
lucchetto non viene chiesta, e io non la richiedo (mi viene un dubbio: ma nella
rimozione avranno curato questo aspetto? Del lucchetto, che aveva una sua
validità e un suo costo, non ho alcun riscontro).
Individuiamo la bici e la portiamo presso l'ufficio: viene rimossa la targhetta
identificativa, viene calcolato il costo di "riscatto" (comprensivo di diritto
di chiamata, carico-scarico, chilometraggio etc) per un totale di 59,50 euro, e
viene fatta fotocopia del mio documento di identità.
Infine l'Addetto mi domanda come farò ad andare via: infatti gli svincoli tra il
Ponte all'Indiano e Ponte a Greve sarebbero interdetti alla circolazione dei
velocipedi. Mi fa presente che sull'argine della Greve (!) c'è un viottolo…
seguirò il suo consiglio.
Lapo Casini