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Il documento che segue è stato consegnato all'assessore Graziano Cioni il giorno 8 maggio 2006.

SOSTA BICICLETTE:
UNA EMERGENZA CITTADINA

Che le mobilità ciclistica sia da incentivare e ampliare con benefici per l'intera città trova concordi associazioni ciclistiche/ambientaliste e l'Amministrazione Comunale. Nel passare dalle parole ai fatti però le cose cambiano. Ad oggi le circa 15.000 persone che si muovono in bici (7,5% degli spostamenti totali) lo attuano in modo quasi esclusivamente fai-da-te. Gli interventi da parte dell'Amministrazione sono nulli da molti anni a tutti i livelli, compresi quelli a costo zero o irrisorio. E anzi si sono verificati vari passi indietro: per es. cancellazione di tratti di piste ciclabili, ricorrenti rimozioni/razzie di bici con le più varie motivazioni etc. Il caso della sosta è emblematico: ostacolando il parcheggio bici si rende impossibile la crescita della quota di mobilità ciclistica e si spinge addirittura a ridurla. Nella nostra qualità di soggetto civile e competente in materia indichiamo dunque le maggiori criticità e le possibili soluzioni costruttive. In questo modo abbozziamo le linee guida di un Piano Sosta Biciclette.

CRITICITA'

1) RASTRELLLIERE

La sosta in rastrelliera è quella tipica degli spostamenti casa-lavoro e simili

a) il numero di rastrelliere è nettamente insufficiente già rispetto all'utenza attuale

b) i modelli di rastrelliere in uso sono inadeguati per sicurezza e praticità

c) l'occupazione nelle rastrelliere con relitti è un problema reale

d) la diffusione delle rastrelliere è spesso irrazionale

2) SOSTA BICI FUORI RASTRELLIERA

Tipica per gli spostamenti brevi (es. acquisti o commissioni) o sostituitiva della rastrelliera

a) nelle ZCS, cioè gran parte della città, è di fatto vietata o resa impossibile ogni sosta fuori rastrelliera

b) manca ogni facilitazione alla sosta "privata" per es. nei cortili condominiali o aree aziendali

3) RIMOZIONI

L'attuale prassi di rimozioni massive di bici è altamente punitiva e fuori scala - rispetto all'entità del disagio causato - rispetto alla generalizzata e semi-ufficiale tolleranza di sosta selvaggia auto: su passaggi pedonali e ciclabili, marciapiedi, fermate bus, in doppia fila, ostruzioni corsie preferenziali, violazioni ZTL , abusi di contrassegni invalidi-riparazioni urgenti etc. Il motto evangelico "trave e fuscello nell'occhio" trova qui splendida applicazione. In particolare:

a) l'entità della sanzione è sproporzionata, pari a quella applicata ad un TIR sul marciapiede

b) il costo di rimozione viene addebitato ad ogni singola bici anche quando si tratta di rimozioni collettive

c) le bici rimosse non vengono ritirate causa costo con danno alle casse comunali

d) l'identificabilità della singola bici non viene gestita dalla Polizia Municipale nelle rimozioni

e) vengono effettuate rimozioni di bici efficienti spacciate per relitti o veicoli abbandonati (testimoni oculari)

f) il fondamento giuridico di molte rimozioni è debole o fittizio e potrebbe scatenare una serie di contenziosi legali con Comune e Polizia Municipale

4) MANUTENZIONE E VIABILITA'

La rete ciclabile esistente è di fatto in abbandono. Gli interventi di manutenzione stradale non solo non ne tengono conto ma spesso la danneggiano. Esempi:

a) riasfaltature cancellano e non ripristinano quasi mai la segnaletica ciclistica: attraversamenti ciclabili, cartelli, fondo rosso etc. Vedasi viale De Amicis circa un mese fa, fra le tante.

b) interventi discriminatori di riverniciatura di tutta la segnaletica orizzontale eccetto gli attraversamenti ciclabili affiancati a quelli pedonali (vedasi quella nella ZCS Campo Marte effettuata da FirenzeParcheggi settimane fa) Inoltre

c) modifiche alla viabilità/sosta o manutenzioni ignorano sempre la mobilità ciclistica (es. rotatorie, sensi unci, ZCS, nuove aree di sosta etc.) rendendola per questo sempre più difficile

SOLUZIONI PROPOSTE

1) RASTRELLLIERE

a) installare urgentemente almeno 1000 posti bici in rastrelliera nel contesto di un piano per circa 10.000 a medio termine.

b) i modelli di rastrelliere devono consentire il bloccaggio di ruota e telaio. Pratici ed economici sono i tubi ad U rovesciata (anche in serie) ormai diffusi in tutt'Europa E' da respingere l'installazione di modelli costosissimi nelle piazze storiche e le relative motivazioni: le bici fanno parte dell'immagine storica di Firenze e non costituiscono "degrado" in quanto tali, come non lo sono semplici tubi per le bici fissati al suolo.

c) pulizia periodica (es. una volta al mese) delle rastrelliere con rimozione dei relitti fondata su segnaletica chiara applicata alla rastrelliera stessa: in pratica come per il lavaggio strade, magari concomitante temporalmente - relativa informazione alla cittadinanza

d) La distribuzione rastrelliere deve essere a maglie strette nelle strade e piazze (molte piccole rastrelliere con alta frequenza) e massiccia agli snodi dei trasporti pubblici (stazioni, capolinea etc.). Sono da prevedere anche aree coperte e vigilate alle stazioni e ad alcuni capolinea e parcheggi scambiatori

2) SOSTA BICI FUORI RASTRELLIERA

a) nelle ZCS, oltre ad installare rastrelliere (es 1 multipla ogni 70-100 posti auto), deve essere consentita la sosta libera bici in tutti gli spazi sosta, rettificando la segnaletica che specifica "solo veicoli a 3 o 4 ruote ..."

b) modifica del regolamento edilizio stabilendo il diritto alla sosta bici nei cortili condominiali (già in vigore in mote città, per es. Torino e Milano) e incentivazione rastrelliere in aree aziendali, presso scuole, enti pubblici etc.

3) RIMOZIONI

La prassi di rimozione bici deve limitarsi ai casi di effettive e gravi ostruzioni a pedoni e disabili, per es. (come in quasi tutt'Europa) ove non rimanga libera una larghezza di 90 o 100 cm sui marciapiedi.

a) l'entità della sanzione, ampiamente discrezionale, va ridotta

b) il costo di rimozione va ripartito su ogni singola bici quando si tratti di rimozioni multiple e/o portata ad una cifra convenzionale pari a 1/10 rispetto ad un'auto

c) il danno alle casse comunali si elimina con i recuperi a costi proporzionati

d) l'identificabilità della singola bici rimossa va garantita con verbale e foto individuale da parte della Polizia Municipale; le foto devono essere pubblicate in rete civica e) devono cessare le rimozioni bici efficienti spacciate per relitti o veicoli abbandonati f) va prevista l'applicazione per le bici della deroga prevista dall'art. 158 comma h) CdS al divieto di sosta sui marciapiedi ("salvo diversa segnalazione") –analogamente rendere legittimo l'appoggio alle barriere parapedonali, provvedendo ove opportuno ad allargare il marciapiede

4) MANUTENZIONE E VIABILITA'

La rete ciclabile va manutenuta e ampliata, non ristretta, sfruttando ogni opportunità e tenendo conto delle esigenze dei ciclisti in ogni intervento.

a) nelle riasfaltature e simili ripristinare e migliorare sempre la segnaletica ciclistica: attraversamenti ciclabili ben visibili, anche rialzati e con fondo rosso, cartelli per continuità e precedenza ai ciclisti, fondo rosso, adduttori alla rete ciclabile da vie circostanti etc.

 b) in tutti gli interventi sulla segnaletica orizzontale manutenere e migliorare anche quella ciclabile, nelle ZCS cogliere l'occasione per nuove rastrelliere e possibiltà sosta bici in modo inderogabile Inoltre

c) nelle modifiche alla viabilità o manutenzioni considerare sempre la mobilità ciclistica. Es. corsia ciclabile nelle rotatorie, pista inserita fra posti auto e marciapiede, deroghe bici nei sensi unici a basso traffico o percorsi alternativi , collegamento e sosta bici dei parcheggi scambiatori, capolinea TPL etc.

CAMPAGNA DI PROMOZIONE DELLA BICI

Sulla falsariga della campagna Amo Firenze e di quella sulle vittime della strada proponiamo di lanciarne una di sensibilizzazione e promozione della bici come mezzo di trasporto urbano. In questo contesto sensibilizzare anche ad un uso corretto e responsabile della bici soprattutto nei confronti degli altri utenti deboli. La campagna dovrebbe essere associata ad una serie di interventi concreti a favore della mobilità ciclistica e potrebbe culminare, insieme alla promozione del trasporto pubblico, nella "giornata senz'auto" del 22 settembre.

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