Città senz'auto (capitolo
9)
Grazie alla gentile concessione dell'autore, pubblichiamo il capitolo dedicato
alla bicicletta de "CITTA' SENZ'AUTO - guida alle migliori pratiche di mobilità
sostenibile per l'aria pulita nelle città", un interessante volume da Maurizio
Da Re, edito dall' Associazione Centro Documentazione di Pistoia.
Come e cosa si può fare per migliorare la qualità dell'aria nelle città? Ci sono
esempi positivi e concreti di iniziative già realizzate? Quali sono i progetti
che le città stanno prendendo o che potrebbero avviare in futuro ? Questo breve
manuale cerca di fare un panorama delle "best practices" in Italia, cioè le
migliori pratiche e le iniziative concrete di mobilità sostenibile che sono
state realizzate in questi ultimi anni e che potrebbero essere estese e riprese
per migliorare la mobilità urbana e per rendere la nostra aria più pulita.
PER RICHIESTE DI COPIE IN ACQUISTO rivolgersi ad "Assoc. Centro di
Documentazione Pistoia" - Cas.Pos. 347 - 51100 Pistoia - c.c.p. 12386512 -
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CAP. 9: L'ALTERNATIVA DELLA BICICLETTA
FERRARA: LA CITTA’ DELLE BICICLETTE
Ferrara è la città italiana delle biciclette dove l’utilizzo di questo mezzo tra
i cittadini è tra i più alti in Europa: nel 1991 la percentuale di utilizzo era
del 30,7% contro il 30% di Copenhagen o il 27,8% dell’Olanda. Nel 2000
un’indagine realizzata da DataBank su un campione rappresentativo ha ribadito
che il 30,9% dei ferraresi utilizza la bicicletta. (Dati riferiti alla totalità
degli spostamenti). Sono utilizzatori abituali della bicicletta il 77,4% dei
ferraresi.
Numerose le iniziative realizzate in quasi dieci anni. Fra le principali:
- 1995 bicicard: parte la strategia per trasformare in ciclisti anche i
visitatori e i turisti, nasce la tessera Bicicard che consente di parcheggiare
l’auto in apposito spazio di attestamento al di fuori della città storica, di
prendere una bicicletta a noleggio, di entrare gratuitamente nei musei civici,
di avere sconti alle mostre temporanee negli hotel, nei ristoranti e nei negozi
convenzionati. La Bicicard è stata adattata nel corso degli anni ed è tuttora
in uso.
- 1996 Ufficio biciclette: viene costituito ufficialmente presso l’Assessorato
all’Ambiente l’Ufficio Biciclette per la promozione e la valorizzazione
dell’uso della bicicletta
- 1997 Carta della bicicletta: il Sindaco firma pubblicamente la Carta della
Bicicletta che impegna l’amministrazione a favorire l’uso della bicicletta e a
rimuovere tutti gli ostacoli che ne rallentano lo sviluppo. La Carta, redatta
dall’European Cyclists Federation, conta ormai migliaia di firmatari in tutta
Europa, da parte di autorità locali e nazionali, personalità della politica
della cultura e dell’industria.
- 1998 Biciplan: viene approvato il Piano Urbano del Traffico al cui interno è
inserito il Biciplan, innovativo nei contenuti poiché non si limita ad una
definizione di rete ciclabile ma pone le basi per una pianificazione degli
interventi a favore della mobilità ciclabile che esulano da modelli
viabilistici come ad esempio l’accesso a parchi, verde pubblico e scuole
consentito con un uso prioritario della bicicletta.
- 1988 Carta della qualità della vita per i diritti dei pedoni e dei ciclisti
realizzata con la collaborazione della FIAB e dei sindacati dei pensionati e
distribuita a tutte le famiglie residenti a Ferrara.
- 1998 Bici blu: Sindaco e Assessori vengono dotati di Bici Blu per limitare
l’uso dell’auto e dare un messaggio-esempio ai cittadini.
- 1999 Circonvallazione ciclabile: viene ultimato il percorso ciclabile del
sottomura della cinta muraria che circonda la città storica di 9,5 km, vengono
anche realizzate 2 delle 7 piste ciclabili radiali previste nel Biciplan, una
di queste collega la città, attraverso il parco urbano, al fiume Po e quindi
alla pista ciclabile dell’argine Destra Po(148 km di cui 110 ad uso esclusivo
del traffico ciclistico promossa dall’Amministrazione Provinciale di Ferrara e
dai Comuni rivieraschi) che è parte del circuito europeo Eurovelo.
- 1997-2002 Incentivazione all'uso della bicicletta: in collaborazione o su
iniziativa di privati e associazioni si realizzano numerosi interventi e azioni
di divulgazione per agevolare l’uso della bicicletta (dalla distribuzione di
palette segnalatrici d’ingombro con informazioni ai ciclisti alla sistemazione
di nuovi cicloparcheggi con vari livelli d’uso e di protezione, dal servizio
Bicitaxi al Bici Bus, dalle bici di cortesia presso gli hotel comprese nel
costo camera alle bici di servizio per i dipendenti comunali).
- 1999 Ferrara città delle biciclette: a tutti i principali accessi alla città
viene posizionato il cartello stradale con l’indicazione Ferrara città delle
biciclette e la scritta del network “Cities for Cyclists”.
- 2000 Primo premio città sostenibili del Ministero dell’Ambiente per
l’istituzione dell’Ufficio Biciclette per la mobilità sostenibile
- 2000-2002 Sicurezza in bicicletta: Ferrara si appresta ad intervenire con
criteri di moderazione della circolazione per garantire ai ciclisti la massima
sicurezza. Verranno realizzate anche 2 delle radiali previste dal Biciplan e
incrementata l’offerta di bicinoleggio.
- 2001 Carta Ciclabile di Ferrara: una carta con stradario ad uso di turisti e
residenti con indicazione della rete ciclabile, dei comportamenti corretti da
tenere, della segnaletica dedicata ai ciclisti e informazioni sui servizi di
riparazione, deposito, vendita, noleggio e pompe pubbliche.
- 2001 Premio "Respiriamo la città”: per la promozione dell’uso della
bicicletta organizzato dalla rivista Quattroruote in collaborazione con WWF e
ASSTRA.
- 2002 Operazione ladri di biciclette: in collaborazione con Carabinieri e
Polizia Stradale è avviata un’operazione per limitare i furti di biciclette
attraverso la marcatura volontaria dei mezzi e l’apposizione di bici-esca, il
tutto accompagnato da una campagna informativa.
- 2002 In bici sul posto di lavoro: bici di buona qualità o a pedalata
assistita per i dipendenti comunali che si impegnano a lasciare l'auto a casa
per andare al lavoro.
- 2003 Bike-Bus-Key: Sistema di “biciclette pubbliche” abbinate al trasporto
pubblico: 198 biciclette organizzate in speciali rastrelliere sono messe a
disposizione in cinque punti della città per gli utenti del servizio bus
extraurbano. Attraverso un’apposita chiave e previa registrazione è possibile
scendere dal bus, prelevare una bicicletta e utilizzarla gratuitamente per gli
spostamenti cittadini.
MESTRE: COSTITUITO L'UFFICIO BICICLETTE
Dal settembre 2002 anche il Comune di Venezia si è dotato di un Ufficio
Biciclette. La struttura, richiesta a gran voce da alcuni anni dagli Amici
della Bicicletta di Mestre, è stata prevista all'interno del P.U.T. (Piano
Urbano del Traffico) approvato nella primavera scorsa dal Consiglio Comunale. I
mesi trascorsi fino all'istituzione del servizio sono serviti per i necessari
approfondimenti amministrativi e per la definizione delle competenze del nuovo
ufficio che oltre ad avere compiti di promozione dell'uso della bici dovrà
esprimere anche il parere sui progetti in itinere e su quelli futuri definendo
anche le priorità di finanziamento. Contestualmente all'istituzione
dell'Ufficio Biciclette è stato approvato, sempre all'interno del PUT, il nuovo
Piano della ciclabilità che prevede investimenti per circa 9 milioni di Euro
per oltre 50 km. di piste ciclabili. Come consulente dell'ufficio è stato
chiamato Antonio Dalla Venezia, presidente del gruppo locale della FIAB e
membro del Consiglio Nazionale della stessa.
ROMA: PARTE L'UFFICIO PER LA MOBILITA' CICLISTICA
La rivoluzione comincia dal nome: "Ufficio per la mobilità ciclistica" e non
"Ufficio piste ciclabili". Sarà una struttura molto agile che raccoglie
dall’ottobre 2001 tutte le competenze fino ad ora disperse e lavorerà in
stretta collaborazione con le associazioni cicloambientaliste». Per il nuovo
ufficio c'è uno stanziamento di due miliardi e mezzo.
S.DONATO MILANESE: LA STAZIONE PER LE BICI.
Parte la prima velostazione italiana. Nel gennaio 2003 il progetto
dell'Amministrazione fa parte della riqualificazione urbana di un'area comunale
confinante con il territorio di Milano, con il terminal della metropolitana M3
SAN DONATO e con il centro sportivo ex-Snam. Il progetto, che ha comportato una
spesa di circa 600mila euro, coperta completamente con risorse comunali, ha
visto realizzati:
- un nuovo spazio di sosta per gli autobus-navetta comunali in partenza per il
centro città;
- una piazza centrale, con panchine, alberi e un moderno sistema di
illuminazione;
- un sistema continuo di pensiline, parallele ai due lati maggiori della
piazza, in grado di riparare dalla pioggia gli appositi archetti per il
parcheggio di circa 280 biciclette.
A queste opere, già terminate e già ampiamente utilizzate dai cittadini, si
aggiunge sul terzo lato della piazza un edificio per il deposito, la custodia,
il noleggio e la riparazione delle biciclette: la vera e propria velostazione.
TORINO 360 KM DI PISTE
Da città dell'automobile a città della bicicletta? Torino cambia volto e punta
ad un percorso decisamente ecologico. L'intento è evidente nella sintesi del
nuovo “piano esecutivo degli itinerari ciclabili”, che prevede la realizzazione
di 115 itinerari, di cui 85 nella viabilità cittadina e 30 nei parchi urbani;
dagli attuali 77 km. di piste, si passerà ad una rete di circa 360 km.,
suddivisi tra 290 km. per la viabilità e 71 km. per i parchi. La prima fase dei
lavori prevede interventi per 1 milione di Euro. La conclusione dei lavori è
prevista per il 2011, data ipotizzata per il completamento dei grandi
interventi urbanistici della città; il piano prevede, al riguardo, un graduale
amalgama delle nuove piste con la trasformazione viaria cittadina. I costi di
realizzazione ammontano a 5 milioni di Euro per il prossimo triennio 2004 –
2005 – 2006, ma l’investimento complessivo è stimato in una cifra tra i 20 ed i
25 milioni. Le spese sono interamente a carico della Città, non disponendo, al
riguardo, di fondi regionali e nazionali.
MESTRE: ARRIVA IL "PRONTO SOCCORSO" PER LE PISTE CICLABILI
E' stato soprannominato il «Pronto Soccorso delle piste ciclabili». E' il piano
con cui gli Amici della Bicicletta adottano dal giugno 2003 i 28 chilometri di
piste della terraferma per garantirne la manutenzione. Il meccanismo è
semplice: ogni socio degli Amici della Bicicletta adotterà un pezzo di pista
ciclabile impegnandosi ogni 15 giorni a monitorarne «lo stato di salute» ed
evidenziarne danneggiamenti o problemi. Buche sui percorsi, cordoli pericolosi,
segnaletiche assenti o mal posizionate finiranno su schede che verranno
esaminate dall'Ufficio Biciclette del Comune di Venezia. Il servizio inoltrerà
poi ai Lavori Pubblici gli interventi su cui la ditta che oggi garantisce la
manutenzione delle strade comunali, attraverso un appalto di Global Service,
sarà chiamata ad intervenire. Il sistema permette interventi celeri e
finanziamenti certi per le piste. A disposizione per la manutenzione delle
piste ciclabili ci sono già 150 mila euro per i prossimi tre anni. Che fanno la
bella somma di 450 mila euro. Intanto in città sono aperti, da Marghera al
rione Pertini, i cantieri per le nuove tratte dei circuiti riservati ai
ciclisti. L'obiettivo della giunta Costa è quello di arrivare a fine
legislatura a raddoppiare i chilometri di spazi riservati ai ciclisti. Da 25
chilometri si passerà a 50.
MESTRE: ARRIVA IL «BOBBY» IN BICICLETTA
I vigili urbani scendono dall'auto e montano in bici. La svolta ecologista era
iniziata nell'autunno 2001 con le prime pedalate di due vigili del comando di
Mestre. Dal maggio 2003 le biciclette sono entrate nella dotazione di mezzi
delle sezioni di Mestre, Carpenedo, Favaro, Marghera e in quelle delle isole
veneziane. Due per ogni ufficio. Rigorosamente di colore nero, con i doppi
fanali rossi, il lucchetto e la scritta «Polizia municipale» in piccolo, le
biciclette della polizia municipale sono diventate con il tempo un utile
strumento di lavoro. Permettono di muoversi velocemente nel traffico evitando
gli intasamenti. E permettono rapporti più stretti con i cittadini. La bici
riesce meglio dell'auto a favore colloqui, richieste di aiuto e informazioni.
Per questo la dotazione di mezzi, dopo la fase sperimentale dell'autunno di due
anni fa, è stata ampliata. L'attività si lega al progetto di riuso delle
vecchie bici abbandonate lanciata nei mesi scorsi dall'ufficio Biciclette
comunale e mira a fornire ai dipendenti di quartieri e uffici comunali le due
ruote come mezzo alternativo all'auto per i brevi spostamenti di lavoro.
VERONA: SCONTI PER CHI VA IN BICI IN PISCINA O AL TEATRO.
Dopo lo sconto per chi si reca al teatro in bicicletta, di ben 3 euro arriva lo
sconto anche per le piscine comunali di via Santini. Il premio è un euro, ma è
la filosofia che conta. Perché quell’euro sarà il risparmio garantito sul
prezzo d’ingresso a chi raggiungerà in bici la piscina comunale di via Santini.
Dal luglio 2003 la piscina è già stata dotata di rastrelliere per il parcheggio
gratuito e custodito delle bici. Agli utenti sarà rilasciata una contromarca
che presentata alla cassa darà diritto allo sconto sul biglietto d’ingresso.
TRENTO: BICICLETTE GRATIS DAL COMUNE PER I PENDOLARI
Biciclette gratis per raggiungere il centro città dai parcheggi di attestamento
o dalla stazione dei treni. Le metterà a disposizione il Comune e arrivano
dall’estate 2003. È un servizio pensato per dare la possibilità in particolare
ai pendolari di muoversi con mezzi alternativi diversi e più «elastici» degli
autobus. Il servizio partirà in via sperimentale con l´acquisto di 48
biciclette di un inconfondibile colore giallo canarino. Saranno piazzate
all´uscita della stazione e presso il parcheggio di via Monte Baldo. Le
biciclette, prodotte da una ditta emiliana, sono vendute assieme a speciali
rastrelliere. All´utente che ne farà richiesta verrà data una chiavetta
personale con la quale si potrà ritirare una qualsiasi delle biciclette in quel
momento a disposizione. Al momento di prelevare il mezzo la chiavetta rimarrà
attaccata alla rastrelliera. Quando la bicicletta verrà rimessa al suo posto si
potrà riprendere la chiavetta. Un sistema che rende maggiormente responsabili
gli utenti, che in caso di problemi sono immediatamente identificabili
attraverso la chiave.
FIRENZE: 250 BICI A NOLEGGIO
La nuova edizione di "Mille e una bici" debutta in occasione della Festa della
bicicletta del 29 marzo, ma per tutta l'estate, fino al 4 ottobre, fiorentini e
turisti avranno la possibilità di sbizzarrirsi con le due ruote. Non sono poche
le novità. Ci saranno a disposizione 250 e il servizio di noleggio, attivo
tutti i giorni dalle 8 alle 20, sarà gestito, come nelle precedenti edizioni,
dalla Firenze Parcheggi e dalla cooperativa sociale "Ulisse". Prosegue anche in
questa edizione la collaborazione con l'officina di riparazione delle
biciclette all'interno del carcere di Sollicciano. La riparazione dei mezzi del
parco di "Mille e una bici" e di quelli raccolti nella depositeria comunale è
infatti affidata all'officina, nella quale lavorano quattro-cinque detenuti. Il
progetto è nato nel 2000 con la firma di un protocollo ad hoc tra Comune,
Ministero di Grazia e Giustizia e cooperativa sociale "Ulisse" che ha la
gestione operativa delle attività. Saranno infatti impiegati persone che
scontano pene alternative al carcere, ex detenuti e soggetti dell'area del
disagio mentale. Per quanto riguarda i prezzi sono previste tariffe di due tipi
a seconda che l'utente sia un turista o un residente. Per i turisti la tariffa
è di 1,50 euro per un'ora, 4 euro per cinque, 8 euro per undici ore. Per i
fiorentini e per i pendolari le tariffe sono di 0,50 euro per un'ora e di 1
euro per tutta la giornata. La bicicletta va riportata nella postazione esatta
nella quale è stata noleggiata.
TRENTO: RIPARTE "BICIBUS"
Ripartirà il 9 giugno Bicibus, l´iniziativa promossa da Comune di Trento e
Trentino Trasporti che consente ai clienti dei mezzi pubblici il trasporto
della bicicletta sugli autobus. Un´idea partita l´anno scorso e apprezzata
dagli utenti, ma che dal punto di vista economico si era rivelata onerosa,
tanto che nel corso della primavera erano circolate voci che escludevano la
riproposizione dell´iniziativa. Ora invece la giunta comunale ha dato il via
libera e Bicibus può ripartire, anche nella considerazione che, pur non essendo
profittabile dal punto di vista finanziario per le casse comunali, è comunque
un segnale della volontà pubblica di dare spazio a forme di mobilità
alternativa.Trentino Trasporti ha già perfezionato orari e modalità di
trasporto e invita gli utenti del servizio a presentarsi all´appuntamento con
una decina di minuti d´anticipo, in modo da provvedere per tempo al carico
della bicicletta.
FERROVIE: TRASPORTO GRATUITO DELLA "BICI NELLA SACCA"
L'Italia era rimasto l'unico paese dell'Unione Europea in cui per trasportare
in treno una bicicletta come bagaglio a mano, smontatata e sistemata in una
sacca "porta-bici" era necessario pagare un biglietto: 3,50 euro sui treni
regionali e interregionali, 5 sui treni a lunga percorrenza. A partire
dall'orario annuale, in vigore il 15 dicembre 2002, sarà gratuito il trasporto
sui treni a lunga percorrenza e del trasporto regionale delle bici parzialmente
smontate e contenute nelle apposite sacche. Si continuerà a pagare, invece, per
il trasporto della bici al seguito, quindi non smontata, sui treni regionali
autorizzati al servizio. Trenitalia ha così accolto una delle prime e numerose
richieste oggetto di una vertenza aperta dalla Federazione Italiana Amici della
Bicicletta - FIAB onlus. Sui treni regionali ci sono relativamente più
possibilità di trasportare le bici al seguito, sui treni a lunga percorrenza,
ad eccezione degli Eurostar dove continua ad esistere ancora il divieto, il
trasporto della la bici nella sacca è l'unica maniera che un cicloturista ha di
portare con sè la propria bicicletta. Non ci sono alternative poichè mancano
gli spazi fisici dove sistemare la bicicletta. E il biglietto per la bici nella
sacca, che all'estero non viene richiesto dalle altre compagnie ferroviarie, ha
rappresentato fino ad oggi, considerati anche i disagi delle operazioni di
smontaggio bici, una ulteriore penalizzazione per chi sceglie l'integrazione
modale bicicletta e treno come alternativa eco-sostenibile al trasporto
motorizzato. Di tale agevolazione se ne avvantaggeranno anche i tanti
cicloturisti stranieri che d'estate usano i treni a lunga percorrenza per
raggiungere le mete di partenza dei loro itinerari.
UE: IN BICI RESPIRA MENO BENZENE
Pedalare fa bene, lo dicono tutti i medici: mantiene in forma e allontana i
sintomi della vecchiaia. Ma i risultati di uno studio riportati dalla Direzione
Ambiente della Commissione Europea nel volume "Kids on the move" sono
sorprendenti. Un ciclista, infatti, nonostante lo sforzo causato dalla
pedalata, respira meno smog di quanto non ne respiri un automobilista chiuso
nel suo abitacolo. Lo studio olandese che è alla base della pubblicazione UE
afferma infatti, che in un'ora un ciclista respira meno della metà dei fattori
inquinanti inalati da chi utilizza l'automobile: 2670 mg di ossido di carbonio
contro 6730; 156 mg di biossido d'azoto contro 277. Alcuni di questi veleni,
addirittura sarebbero contenuti nelle tappezzerie delle auto: xilene (193 mg
contro 46) e toluene (373 mg contro 72), infatti, oltre ad essere prodotti
dalla combustione delle benzine, sarebbero già presenti nell'abitacolo. Ma il
dato che più colpisce è quello relativo al benzene, inquinante la cui
cancerogenicità è stata ormai dimostrata: il rapporto fra la quantita inspirata
da un automobilista e quella inspirata da un ciclista è di sei a uno.
ALL'EUROPA PIACE LA BICI
GRAN BRETAGNA. Nel 2000 a Birmingham e' stata inaugurata una rete ciclabile di
8000 chilometri che attraversa tutto il Regno Unito. Fino agli anni '90 in Gran
Bretagna non esistevano percorsi protetti per le due ruote. Gli spostamenti in
bicicletta costituivano soltanto il 2 per cento degli spostamenti complessivi.
Poi il governo britannico ha dichiarato lo stato di crisi da smog mettendo al
primo posto dei problemi ambientali la mobilita'. Cosi' nel 1995 ha lanciato il
National Cycle Network, una rete di percorsi ciclabili sulla quale il governo
ha indirizzato i proventi di una lotteria nazionale fino a un miliardo e 600
milioni di sterline. La societa' di gestione della rete ha rilevato ferrovie
dismesse, stazioni, terreni, realizzato itinerari pedonali e ciclabili per gli
studenti premiando quelli che si recavano a scuole in bicicletta e ha
realizzato prodigi architettonici come il ponte di Newcastle, tutto dedicato al
passaggio delle biciclette. A Londra i percorsi consigliati per le bici
raggiungono i 1500 chilometri di rete stradale, delle quali 350 sono piste
ciclabili, mentre oltre 200 sono corsie miste per gli autobus e le bici.
Nell'area urbana di Manchester, e' quasi conclusa la realizzazione di un
progetto per dotare ogni fermata della rete tramviaria di posteggi per le
biciclette, cosi' da facilitare lo scambio fra le due ruote e il trasporto
pubblico. I parcheggi a Londra corrispondono a 12mila posti.
GERMANIA. Negli ultimi anni il governo ha investito sulle due ruote. A Colonia,
gli spostamenti in bicicletta sono passati dal 4% della mobilita urbana nel
1976 al 15 % del 2000. Ad Erlanghen, centro industriale ed universitario nelle
vicinanze di Norimberga, e' stato condotto un esperimento pilota costruendo in
pochi anni una fitta rete di piste ciclabili. A Berlino l'11% degli spostamenti
in citta' avviene su due ruote e i km della rete stradale dove le bici possono
muoversi in sicurezza sono 900. A questi vanno aggiunti 225 chilometri di
strade dove il limite di velocita' è di 20 km/h. Ci sono 12 itinerari che
attraversano la citta' e 8 tangenziali, per garantire spostamenti sicuri.
NORVEGIA. .E' consentito il trasporto della biciclette nella metropolitana e
sui treni locali e le stazioni sono dotate di ascensori e scale mobili per
raggiungere il binario di corsa con la propria bicicletta al seguito. Fuori
dalle stazioni sono organizzati grandi cicloparcheggi, dove e' anche possibile
noleggiare biciclette. Per incentivare la mobilità a due ruote il Comune di
Sandnes ha escogitato all'interno del progetto 'Healthy City' degli incentivi
economici per tutti i 3000 dipendenti pubblici che percorrono chilometri in
bici per motivi di lavoro. Dal 6 maggio 2003 ogni chilometro pedalato dà
diritto all'equivalente di 40 centesimi di euro in busta paga. Ma non valgono
gli spostamenti casa-lavoro-casa: sono conteggiati solo i tragitti percorsi
durante l'orario di ufficio e ciascun ciclista-dipendente non può superare i
cinque chilometri retribuiti al giorno.
FRANCIA. Parigi, dopo uno sciopero dei mezzi che ha paralizzato la citta', ha
deciso di mobilitarsi per promuovere le due ruote, sviluppando una rete di
circa 500 chilometri di piste ciclabili, di cui 220 nell'area centrale, e
avviando un piano di utilizzo delle corsie riservate per gli autobus, allargate
e rese piu' sicure per essere utilizzate anche dai cittadini a due ruote. I
parcheggi a Parigi corrispondono a 18600 posti con archetti e rastrelliere.
Parigi sta anche creando corsie riservate per i bus di 4,5 metri (anziché 3),
per farci passare anche le bici, e sta avviando una nuova quantità di corsie
ciclabili contromano nelle strade che verranno messe a senso unico e a massimo
30 km/h per le auto. A Grenoble gli scolari possono mettere la bicicletta sul
bus, a Neuilly alla periferia di Parigi esiste un servizio di riparazione bici
presso la stazione del metro, a Nancy giovani disoccupati fungono da vigili per
controllare il traffico delle biciclette, a Bordeaux esiste un noleggio bici
gratuito. Questi pochi esempi documentano come sempre più città francesi stiano
scoprendo la bicicletta come mezzo di trasporto ideale per le città.
L’amministrazione comunale di Grenoble è particolarmente impegnata sul fronte
della mobilità ciclabile degli scolari. I bambini imparano già alla scuola
materna ad usare la bicicletta e le principali scuole sono raggiungibili su una
rete di piste ciclabili. I bambini possono portare la bici sul bus. Il
risultato: mentre ancora due anni fa il 50% dei genitori portava i bambini a
scuola in macchina, oggi la quota di genitori che funge da tassista si è
ridotta al 20%.
AUSTRIA. Clamoroso l'esperimento viennese di mettere a disposizione 1500
biciclette gratis per le strade, staccabili dalla catena inserendo una moneta
come coi carrelli del supermercato. Ma non c'era da farsi illusioni. Per quanto
austriaca, Vienna è pur sempre una metropoli. E così non sono mancati
vandalismi e furti.Un censimento preciso ancora non c'è ma qualche bici l'hanno
ripescata nel Danubio e molte altre (probabilmente centinaia) mancano
all'appello.I promotori del progetto Vienna Bike hanno allora annunciato una
drastica svolta tecnologica.Si tratta di un complesso e raffinato sistema di
prenotazione telefonica. Si manda un sms, la centrale risponde con un sms che
fornisce un numero di codice da digitare su apposita tastiera installata
accanto ai parcheggi delle bici. La catena si apre, si prende la bici..Se la
bici non torna, si dovrebbe poter identificare chi l'ha presa. Il nuovo sistema
dovrebbe entrare in funzione a luglio.
OLANDA. Il governo olandese prevede di aumentare entro il 2010 la quota di
spostamenti in bicicletta fino a raggiungere il 30% della ripartizione modale.
Gli interventi previsti sono: la realizzazione di piste ciclabili per gli
spostamenti casa/lavoro; la protezione degli spostamenti ciclabili alle
intersezioni; la realizzazione e facilitazione all’accesso ai modi pubblici di
trasporto. Amsterdam ha recentemente proibito ai motorini di usare le piste
ciclabili e sta sperimentando il registro dlele bici per ostacolare i furti.
SVEZIA. La città di Gavle (90.000 abitanti) ha avviato nel 1996 un piano per
incrementare l’uso della bicicletta investendo nella realizzazione di piste
ciclabili (estensione attuale circa 200 chilometri). Dal 1996 al 1999 il numero
dei ciclisti è aumentato del 28%.
DANIMARCA. Il City Bike Program di Copenhagen è un esempio notevole di mobilità
alternativa che garantisce sostenibilità, praticità e, fatto da non
sottovalutare, soluzione al problema del parcheggio e del furto delle bici.
Nella capitale danese si possono infatti prendere in prestito biciclette a
costo zero, tramite un pratico sistema tipo “carrello del supermercato”.
Occorre depositare una moneta da 20 corone danesi (circa 3 euro) nella fessura
che si trova sul manubrio delle bici. Ce ne sono sparse un po’ ovunque in
centro, nelle apposite rastrelliere (120 in tutto) posizionate strategicamente
in prossimità delle stazioni ferroviarie, delle fermate degli autobus, dei
centri commerciali e delle attrazioni turistiche. La bici può poi essere
restituita in una qualsiasi rastrelliera, e cioè non necessariamente quella in
cui è stata prelevata; una volta riagganciata, si riprende la moneta. Questo
sistema permette a chiunque, in qualsiasi momento, di utilizzare una bicicletta
per spostarsi da un punto all’altro della città gratuitamente. Attenzione,
però: portare la bici fuori dei confini costituiti dai 4 “laghi” artificiali e
dal porto sarà considerato un furto vero e proprio, con una sanzione di circa
150 euro.
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