La vicenda di una rastrelliera installata e non utilizzata
nel parcheggio sotterraneo della stazione Santa Maria Novella.
La rastrelliera della discordia
Un gruppo di una quindicina di ciclisti ha simbolicamente occupato la
rastrelliera per biciclette al parcheggio sotterraneo della stazione Santa
Maria Novella. E' avvenuto questa mattina (22 febbraio) poco dopo mezzogiorno.
I ciclisti, autoconvocati attraverso la mailing list FirenzeInBiciforum, sono
entrati nel passaggio sotterraneo dall'ingresso lato via Alamanni. Le
biciclette erano condotte a mano. I ciclisti hanno poi raggiunto il ballatoio
del parcheggio della stazione, dove è stata installata la rastrelliera, cui
hanno allucchettato le biciclette. Proprio quella rastrelliera è l'oggetto del
contendere: il comune l'ha fatta installare in quel punto, accanto all'uscita
della galleria commerciale ed i commercianti si sono ribellati: "Le
rastrelliere qui proprio no". Addirittura hanno preso una rastrelliera montata
all'interno della galleria, l'hanno smontata e l'hanno buttata fuori. Il
motivo: "Molti ciclisti si comportano male, e il comune ha montato le
rastrelliere senza neanche avvertirci"...

Infatti la rastrelliera è stata installata su iniziativa del Comune di Firenze
sul ballatoio del piano zero del parcheggio sotterraneo della stazione. L'idea
originaria era di destinare la rastrelliera alla sosta delle biciclette dei
cittadini, in un secondo tempo si è pensato di utilizzarla per un servizio di
noleggio di biciclette. I problemi sono stati sollevati dai commercianti della
galleria commerciale, che si sono opposti al transito delle biciclette di
fronte ai loro negozi. Infatti, il solo accesso al ballatoio è attraverso la
galleria commerciale. In altre parole, la rastrelliera è installata in un'area
di suolo pubblico, ma il solo accesso è attraverso la galleria commerciale del
sottopassaggio, che è proprietà privata. Adesso il Comune pensa di spostare
altrove la rastrelliera, ma non si sa dove.
Uno dei commercianti è subito avvicinato ai dimostranti. Ne è scaturito un breve
dibattito, alla presenza di tre ragazzi della vigilanza privata; il signore era
molto inviperito per la decisione del comune perché "prima ci fanno pagare 700
mila lire di tasse per stare qui e poi fanno quello che vogliono". Il
commerciante prospettava soluzioni alternative, come quella di fare un
parcheggio per biciclette all'interno del parcheggio auto oppure di spostarlo
dove è la pensilina ATAF davanti all'ingresso principale della stazione. I
commercianti, è stato spiegato, non sono affatto contrari alle biciclette in
assoluto, ma semplicemente non vogliono gente che passi in bicicletta nella
galleria commerciale, creando pericolo e disagio ai possibili clienti. E' stato
ribattuto che i ciclisti, ovviamente, transiterebbero a piedi, non sulle
biciclette. Ma vi è il timore che molti non rispetterebbero il divieto di
andare in bici nella galleria commerciale. Alla fine tutti sono convenuti
sull'opportunità di fare un'incontro fra ciclisti, Comune, comitato dei
commercianti della galleria e Trenitalia, piuttosto che continuare a criticarsi
a distanza..
L'idea di collocare la rastrelliera al piano -1 (il primo piano dove sostano le
auto), invece che al piano 0 sembra poco praticabile. Il solo modo di accedere
al piano -1 è attraverso la ripida rampa percorsa dalle auto. La rampa non ha
nemmeno un accenno di marciapiede, è dunque inaccessibile ai ciclisti, sia in
sella (troppo ripido), che a piedi (manca il marciapiede).
Ci sarebbero altre soluzioni per un parcheggio biciclette al coperto alla
stazione, a cominciare dai locali in cui ve ne era uno, fino ad una ventina di
anni fa. Il locale, chiuso da un cancello arrugginito, sembra in stato di
abbandono. I ciclisti vi hanno attaccato dei volantini in cui dicono sì al
parcheggio per biciclette e chiedono all'assessore Bugliani di mantenere le
promesse.