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Lungarno Cellini - Serristori

La pista sul marciapiede dei lungarni

Poco prima di Natale "compare" una nuova pista ciclabile sui lungarni Cellini e Serristori, con appendice sul lungarno Torrigiani. La nuova pista suscita subito molte polemiche.

Facciamo il punto della situazione: l'idea delle piste lungo l'Arno, cosa è stato realizzato, le polemiche che ne sono uscite fuori. In un'altra pagina riportiamo la nostra opinione su tutta la vicenda.

L'idea del passante

Il percorso ciclabile lungo l'Arno passante è da sempre uno dei pallini dell'Associazione Città Ciclabile, che ha dedicato un convengo al percorso sulla riva destra dell'Arno ("di qua d'Arno"). Attualmente, partendo dal Sashall, il percorso già esiste fino al ponte San Niccolò. Qui si perde. Dovrebbe continuare in lungarno della Zecca Vecchia, ma il continuo flusso di turisti e la destinazione a parcheggio hanno evidentemente reso difficile "sacrificare" spazio per le biciclette. È stato quindi individuato un percorso sull'altra sponda, sul marciapiede dei lungarni Cellini, Serristori e Torrigiani. La realizzazione della nuova pista è stata affidata a Banchini, responsabile della mobilità del quartiere Uno (centro storico).

La realizzazione

Percorriamo la nuova pista partendo da piazza Ferrucci, all'inizio del lungarno Cellini. Subito vediamo come è stata realizzata la pista: una striscia bianca separa la parte di marciapiede destinata alle biciclette (larga i regolamentari 2 metri e mezzo) da quella riservata ai pedoni. Il cartello, indica da quale parte devono stare i pedoni e da quale le biciclette. Notiamo subito come la sistemazione sia insoddisfacente soprattutto per i pedoni: devono camminare su una stretta striscia di marciapiede in mezzo fra la corsia delle biciclette e quella riservata agli autoveicoli. Generalmente si ricorre alla sistemazione opposta per evitare che una persona che esca da un edificio prospiciente il marciapiede rischi di essere investita da una bicicletta. Non essendoci edifici, si è evidentemente pensato di fare diversamente. Se consideriamo che il marciapiede è largo circa 3 metri, ai pedoni rimane a disposizione un misero mezzo metro. Insomma, tutti in fila indiana, e strisciare gli uni contro gli altri quando si incontra qualcuno che procede in senso opposto.

Curiosa la sistemazione delle fermate dell'autobus; la pista ciclabile svanisce prima della fermata e ricomincia dopo. Subito prima della fermata è stato messo il cartello di fine pista (evidenziato nella foto). Riteniamo che, a norma di codice della strada, il ciclista dovrebbe scendere di bicicletta, spingere a mano fino a dopo la fermata, e risalire. Diverso sarebbe se il cartello di fine di pista ciclabile fosse accompagnato da quello di inizio di tratto promiscuo pedoni-ciclisti (cartello con pedone sopra e bicicletta sotto), che consentirebbe ai ciclisti di restare in sella.

La situazione attuale (febbraio 2004)

Abbiamo percorso la pista qualche volta in bicicletta. Nessun pedone si rende conto che la parte larga è riservata alle biciclette. La striscia per terra viene bellamente ignorata. Risultato: il ciclista deve fare lo slalom fra i pedoni, scampanellando all'occorrenza e attirandosi malevole occhiate.

Ma non finisce qui...

La pista continua anche dopo il ponte alle Grazie, sul lungarno Torrigiani fino a piazza Santa Maria Soprarno: qui il marciapiede non è più così largo da consentire di separare i percorsi per pedoni e per ciclisti, di conseguenza è stato messo il cartello di percorso comune pedoni-ciclisti. Un marciapiede su cui si è autorizzati ad andare in bicicletta, insomma. La situazione è assai difficoltosa per i ciclisti, se consideriamo che questo marciapiede è assai frequentato (siamo a due passi dal Ponte Vecchio) e che per di più è ristretto dagli sbalzi anteriori dei veicoli parcheggiati a spina. La cosa non sarebbe particolarmente grave, se ai ciclisti fosse consentito NON utilizzare il percorso sul marciapiede (la pista è fatta male? non la uso!). Purtroppo il codice della strada obbliga le biciclette ad utilizzare i percorsi a loro riservati, ove presenti.

Le polemiche

25 dicembre 2003- Nel nostro articolo natalizio affermiamo che non siamo certi di poter considerare la nuova pista come un regalo di Natale per i ciclisti, sicuramente non lo è per i pedoni.

28 dicembre 2003 - La Repubblica dedica alla nuova pista un ampio articolo a firma di Massimo Vanni. Il giornalista intervista anche Renato Pompei  che si assume la paternità dell'idea della nuova pista. Un passaggio, evidenziato nel "ritaglio" che riportiamo, che scatena le ire di buona parte dei ciclisti dei partecipanti al nostro forum. Appare infatti incomprensibile il fatto che sia proprio il presidente dell'associazione di ciclisti, a rivendicare la paternità di un intervento tanto discutibile.

FirenzeInBiciforumNel forum del nostro sito tutti si esprimono negativamente, sulla nuova pista ciclabile. Diversi sono i pareri sul da farsi: alcuni sostengono una linea dura di opposizione alla pista e a chi l'ha ideata e realizzata; altri invitano ad essere critici ma costruttivi, evidenziando come sia controproducente scagliarsi contro l'ufficio bici appena insediato. Nel frattempo alcuni utenti anticipano nel forum i testi di lettere che inviano ai giornali ed all'assessore.

31 dicembre 2003 - La Repubblica ospita le lettere di due ciclisti favorevoli alla nuova pista. Uno dei due invita però a scambiare di posto la corsia pedonale e quella per le bici.

3 gennaio 2004 - Su La Repubblica, Claudia Riconda intervista Marco Banchelli, il "ciclonauta" in partenza per un viaggio in bicicletta in Nepal. Senza nominare la nuova pista, Banchelli esclama: «una striscia bianca per terra e si crede di aver risolto il problema». Aggiunge che le piste ciclabili devono essere organizzate in un sistema che consenta alla gente di spostarsi, mentre oggi sembrano essere pensate per chi vuol fare la passeggiata alla domenica.

3 gennaio 2004 - Comunicato stampa di Bianca Maria Giocoli (consigliere comunale di Forza Italia) che dichiara che «Piste ciclabili ad ogni costo sembra la logica del Comune di Firenze, altrimenti non si spiegherebbero le ultime realizzazioni fatte. La conseguenza è che i numerosi gruppi di turisti sono costretti a camminare in fila indiana nello spazio di marciapiede residuo e non possono nemmeno affacciarsi alla spalletta e godere del panorama a rischio di essere arrotati dalle biciclette che corrono nel lato prospiciente l'Arno». Il giorno dopo il comunicato viene ripreso da La Nazione il giorno dopo..

4 gennaio 2004 - La Nazione, oltre che al comunicato della Giocoli, dedica ampio spazio alla lettera di Patrizio Suppa sulla nuova pista ciclabile. La lettera era stata anticipata da Patrizio nel nostro forum.

4 gennaio 2004 - La Repubblica pubblica la lettera di Judith Munat, anch'essa anticipata nel forum.

9 gennaio 2004 - La Nazione pubblica una lettera dell'Associazione Città Ciclabile. A seguito dell'articolo de La Repubblica, che ha tirato in ballo il presidente dell'associazione, Renato Pompei, nel ruolo di consulente del Comune, Città Ciclabile sente il bisogno di giustificare l'incarico ricevuto dal suo presidente: "L'incarico. di collaborare all'organizzazione dell' Ufficio Mobilità elementare, è stato conferito all’Associazione Città Ciclabile, tramite il suo presidente Renato Pompei, quale riconoscimento dell'esperienza maturata in quasi 10 anni di attività a favore della mobilità elementare "

14 gennaio 2004 - FirenzeInBici.Net riceve una lettera dall'assessore Vincenzo Bugliani in risposta al presente articolo. La lettera dell'assessore è doppiamente gradita: in primo luogo, si tratta di un importante segnale nella direzione del dialogo fra cittadini ed amministrazione, intenzione ribadita direttamente dall'assessore nella lettera;   in secondo luogo l'assessore ci comunica che la nuova pista ciclabile non è opera del neonato "ufficio bici" (nome ufficiale "ufficio mobilità alternativa"), come si era pensato in un primo tempo. Notizia importante per i partecipanti del forum di FirenzeInBici, che a giugno 2003 avevano "ispirato" il seminario sull'ufficio bici organizzato dai Verdi. L'assessore giustifica l'intervento sui lungarni, sostenendo che la pista ciclabile è stata richiesta da "vari uffici e cittadini". Infatti "i ciclisti, che transitano sulla carreggiata dei lungarni, non potevano considerarsi in sicurezza, in quanto la carreggiata non è sufficientemente larga da consentire il transito di autoveicoli e ciclisti senza che ciò possa rappresentare un potenziale pericolo per questi ultimi"; la pista ciclabile poteva essere realizzata solo sul marciapiede; la lettera si conclude con un invito ad inoltrare all'ufficio bici proposte di miglioria.

20 gennaio 2004 - La Repubblica pubblica in evidenza (prima pagina della cronaca locale) la lettera di un pedone investito da un ciclista sulla pista del lungarno Cellini "Caro Sindaco, le scrivo dal VI piano del CTO <...>" (Centro Traumatologico Ortopedico). In realtà non è vero nulla: l'estensore della lettera è un ciclista che si è inventato questo espediente per ottenere attenzione. In effetti ci riesce benissimo, anche se il metodo non è certo dei più ortodossi. Anche La Nazione pubblica la lettera. Nonostante che già dalla tarda mattinata si sappia che è una bufala, negli uffici comunali scoppia un bel polverone.

21 gennaio 2004 - La Repubblica e La Nazione danno la smentita, e chiedono scusa ai lettori di aver pubblicato la lettera del "pedone investito" senza aver fatto alcuna verifica (e sì che la lettera era firmata con il nome reale dell'autore, perfettamente rintracciabile). Entrambi i giornali commentano però che la lettera, se non vera, è quanto meno realistica, perché racconta un fatto che sarebbe potuto benissimo accadere. A conferma del fatto che l'affaire è cosa seria, si muove il sindaco in persona per stigmatizzare sia l'«espediente dialettico» del ciclista, sia il comportamento dei giornali. La Nazione, ad ogni modo, dedica un'intera pagina alla pista incriminata, la cui realizzazione viene commentata con toni non certo benevoli.

27 gennaio 2004- L'assessore Bugliani organizza un incontro con i ciclisti, rappresentati da Renato Pompei ed altri esponenti dell'Associazione Città Ciclabile , oltre che da tre membri del forum di FirenzeInBici. Bugliani partecipa alla riunione solo per i primi 10 minuti, dopo di che il Comune è rappresentato dal solo Marco Gori, responsabile dell'ufficio mobilità elementare, ma (come abbiamo detto) non responsabile della realizzazione della pista dei lungarni. La soluzione individuata contempla l'allargamento del marciapiede di circa un metro, in modo di poter ricavare spazio sufficiente sia per i ciclisti che per i pedoni, portando la fetta di marciapiede riservata a questi ultimi a 1,5 metri, contro il mezzo metro attuale. In attesa che siano disponibili i fondi per questo intervento, è stato concordato di rendere il marciapiede promiscuo pedoni/ciclisti, rendendo molto evidente la presenza di biciclette ai pedoni, mediante la colorazione rossa dell'intero marciapiede.

18 febbraio 2004 - La Repubblica segnala che sono iniziati i lavori sulla pista. Qualche giorno dopo facciamo un sopralluogo, e verifichiamo che per il momento ci si è limitati a cancellare la striscia bianca che separa pedoni e ciclisti per circa metà della lunghezza della pista.

La nostra opinione

L'opinione di FirenzeInBici sull'intera vicenda

la lettera di Vincenzo Bugliani

La lettera dell'assessore al traffico Vincenzo Bugliani

Le lettere ai giornali

Sulla vicenda i giornali hanno pubblicato diverse lettere di ciclisti

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