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le rastrelliere aumentano - tutto ok?

L'installazione di rastrelliere è uno dei campi in cui ci sono stati negli ultimi due anni progressi tangibili per una città amica della bicicletta. Il modello ad U rovesciata, che permette di legare ruota e telaio, da noi sempre propugnato, è finalmente stato adottato per le nuove ordinazioni. E un certo numero è stato installato a Firenze: con prevalenza del centro storico, un pò meno nelle periferie.

rastrelliere posizionate male

piazza stazione, ostruzione permanente

Via Aldini (Villa Il Ventaglio): stritolamento

rastrelliere ben collocate
(cliccare per ingrandire)

modello a U rovesciata (ottimo) protetto da catene in via delle Ruote

modello a spalliera ben collocato (non invadibile) accanto a fermata Ataf sulla ciclabile di viale Don Minzoni

rastrelliera a spalliera ben collocata davanti alla scuola Lavagnini

valida dislocazione di rastrelliere di tipo "a spalliera": non invadibili dalle auto e a protezione anti sosta selvaggia sull'incrocio fra viale Strozzi e via Lorenzo il Magnifico

soluzione fai-da-te che non intralcia

Vediamo però alcuni problemi, al di là del numero che dovrà ancora crescere per soddisfare la domanda attuale ed incentivare la crescita della bici nella mobilità:
- il posizionamento delle rastrelliere non sempre sensato per i ciclisti
- il riutilizzo delle vecchie rastrelliere "a spalliera" o "a spiralone"
- i rottami  nelle rastrelliere

Posizionamento

E' evidente che esso deve essere effettuato a misura dei suoi utenti, e quindi:
- facilitare l'operazione al ciclista, evitando acrobazie per allucchettare o sganciare la bici
- impedire o rendere difficile l'ostruzione abusiva con auto e motorini.

Non si tratta di costi maggiori o minori. Ed infatti vediamo in foto sia soluzioni valide che altre poco sensate in giro per Firenze:   

Riutilizzo vecchi modelli

La scelta da parte dell'Amministrazione è quella, non solo di installare le nuove rastrelliera ad U, ma anche di smontare e riparare le vecchie danneggiate per riutilizzarle. Dal punto di vista dei costi la scelta è valida, ma si dovrebbe tener conto di alcuni fattori:

  • il vecchio modello a spiralone è pessimo: insicuro perchè consente di legare solo la ruota anteriore, scomodo e fonte di acrobazie per il ciclista che vuole legare o liberare la bici. E solo apparentemente capiente: considerado il manubrio (70 cm) ha un numero di posti accettabile solo se parcheggiabile da due lati. Esso dovrebbe sparire dalle strade al più presto
  • i modelli a spalliera sono meno deleteri ma comunque non ottimali per sicurezza, praticità etc.

La nostra proposta è che i primi (gli spiraloni) in ogni caso, i secondi dopo un periodo di transizione, dovrebbero essere destinati solo alla sosta in cortili e spazi interni. Potrebbero rientrare in una campagna di promozione della bici e messi a disposizione dal Comune per es. a scuole, enti, aziende per la sosta interna e forse anche donati o ceduti a prezzi promozionali a condomini privati.

Liberazione dai rottami

I rottami abbandonati in rastrelliera  rubano spazio all'uso da pare dei ciclisti. La soluzione è semplice e coglierebbe due piccioni con una fava: pulizia periodica (es. mensile o trimestrale) da parte di Quadrifoglio, con segnaletica ben visibile analoga a quella del lavaggio settimanale strade. Si recupererebbero molte centiniaia di posti, forse più.

Poi purtroppo si torna ad un tema fin troppo trattato ...

Basta razzìe!

Fino a che non si sarà raggiunta una situazione accettabile per la sosta bici in numero e qualità devono cessare le indiscriminate razzìe di bici fuori rastrelliera scatenate dall'Assessore Cioni ed eseguite con crescente e sospetta solerzia dai Vigili negli ultimi mesi, in parallelo alla perdurante tolleranza infinita alla sosta selvaggia motorizzata.

Le rimozioni potrebbe limitarsi ai casi di comprovata ostruzione a pedoni e disabili, nei casi in cui non rimangano almeno 90 cm di marciapiede libero. E' la prassi sensata di molte città dell'Emilia e quella di piena legittimità in molti paesi europei.

Ci attendiamo anche un ribaltamento normativo (es. con delibera comunale) della sosta bici. Attualmente essa è di fatto quasi sempre illegittima se non nelle rastrelliere, mentre potrebbe essere abilitata a molte transenne fisse ("parapedonali" o a protezione delle alberature), e più in generale in tutti i casi di spazio sufficiente in cui non sia specificamente vietata e di grave intralcio.

Per fare un esempio concreto la foto qui riportata illustra un caso di sosta bici "fai-da-te" da rendere pienamente legittimo in quanto neutro rispetto all'intralcio di pedoni e disabili.

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