FirenzeInBici.net è il sito internet per i ciclisti fiorentini

 

Commenti al PUT 2002
del Social Forum di Firenze

Commenti del gruppo ambiente del Firenze Social Forum al Piano generale Traffico Urbano 2002, offerto a commenti dal Comune di Firenze per un mese fino al 10 febbraio 2003. Il PGTU è disponibile sul sito del Comune, in www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/trasporti/put/indice.htm. (Ufficio PUT: via Mannelli 119/I, 055 2624 382)

COMMENTI GENERALI

Questo PUT dice certamente delle cose giuste, ma per un documento della sua importanza programmatica, comunica niente di simile al

"Preparati a fare il salto di qualità"

che tutti i cittadini si aspettano.

Promesse promesse, ma poi? Ma poi ci scappa l'ovonda? ...

Tutto troppo poco audace, si potrebbe fare più.

Ommissioni gravi nella descrizione della situazione attuale: per esempio, nel traffico pubblico, non viene detta parola dei taxi., che hanno sicuramente un potenziale enorme ma per niente realizzato.

In più, permane il dubbio, molto confermato dall'osservazione che possiamo fare ogni giorno delle capacità attuative della nostra giunta, che le promesse di questo PGTU rimangano parole pie.

Solo se fossero attuati tutti gli interventi che all'interno del PGTU sono solo 'in previsione' e senza modifiche snaturanti, questo piano porterebbe dei concreti miglioramenti all'attuale situazione di mancanza di vivibilita'della citta'.

CONSIDERAZIONI SULLA SITUAZIONE ATTUALE

meta degli spostamenti in macchina stanno all'interno del comune. Solo 20% spostamenti interni a Firenze in autobus 1900 fermate di autobus (di cui 300? con allestimento pensilina).

SICUREZZA STRADALE

IL SIMBOLO VIADOTTO ALL'INDIANO Vergognoso e tragico è il viadotto all'Indiano, che presenta condizioni di pericolosità altissime. Le protezioni per impedire a veicoli fuoruscenti di cadere giù dal viadotto sono troppo scarse. In causa di guasti macchina, il viaggiatore che tenterebbe di uscire dal suo veicolo non ha né corsia di sicurezza, né altri modi possibili di mettersi al riparo.

Ma la cosa più vergognosa che qualsiasi governo responsabile e capace di governare la città provvederebbe subito a riparare, e che rimane tutt'ora un'ingiuria alla memoria dei morti che ci sono stati, è l'assenza quasi totale di protezione tra le due corsie, reso ancora più scandaloso che le barriere verticali di protezione delle macchine nascondono il vuoto tra le due corsie, creando una vera e propria trappola, che in questi ultimi 2 anni ha fatto diversi morti.

GENERALE PERICOLOSITA' DI MOLTE STRADE troppi posti pericolosi, troppi posti dove l'incontro tra macchine, ciclomotori, biciclette e pedoni è troppo ravvicinato e pericoloso.

Due esempi: - ponte S. Trinità: la pista ciclabile non ha nessuna protezione rispetto alla corsia automobile che circola in senso inverso - assenza di continuità del passagio tra le Cascine e il lungarno Vespucci

IL CASO OVONDA Caos ovonda, più che caso ovonda. Il caos è cosi' ridicolo nei risultati, cosi' insultante per la città di Firenze, che è solo il silenzio puo' esprimere l'insieme di sentimenti misti che proviamo verso la giunta. Evochiamo gli aspetti legati all'informazione: mentre la giunta prova le varie tipologie di ovonda, ad ogni cambiamento non vengono informati i viaggiatori di questi cambiamenti. Così il venerdì 20 dicembre, tra gli ultimi giorni prima del Natale, via Giovanni Milton non esce più sul viale Strozzi ma va solo verso via dello Statuto. Il cambiamento è avvenuto senza che sia stata avvertita la popolazione, in quei giorni di ultime corse natalizie. La giunta risponde nella Nazione del giorno successivo: "ma avevamo messo le indicazioni sul pannello luminoso di Ponte Rosso." Bastava? Lo dovevano fare proprio nei giorni di massime spese natalizie?

SEGNALETICA INSODDISFACENTE Per molte zone, ci vorrebbe forse una mappa satellitare per realizzare lo spostamento senza cercare quale strada segreta permetterà di raggiungere la propria meta. Lavori in corso da mesi che bloccano le strade, intralci di rotatorie senza indicazioni, fare giri in più e produrre traffico inutile. Conseguenza: traffico in più. La segnaletica insoddisfacente riguarda: - uscite viadotto Indiano - direzione Osmannoro, Campi Bisenzio - andare in via Pratese (con i lavori che da 6 mesi bloccano quelle parti) - tanti altri.

Grave la zona attorno al viadotto, tra l'uscita di viale Guidoni verso la strada di Pistoia, poi sotto l'ingresso dell'autostrada, poi ancora sul viadotto stesso, e similmente fino a verso Scandicci, le indicazioni sono del tutto insufficienti. Classico è il caso di chi cerca di andare a Campi Bisenzio proveniendo da Porta al Prato, e si ritrova a Ponte a Greve (però lì puo' fare benzina).

LE BARRIERE FERROVIARIE I passaggi a livelli sono statisticamente chiusi molto più del necessario per il passaggio dei treni. Provvedere a ridurre ragionevolmente il tempo di attesa. Ora, 10 minuti (già osservati) per un treno è troppo. Almeno per le linee ferroviarie di rilevanza locale (via Faentina), anche se questo vale pure per le linee ferroviarie di rilevanza nazionale (doppia barriera di via Vittorio Emanuele).

Ideale sarebbe un sistema che indicasse al viaggiatore quanto tempo indicativamente deve aspettare (onde evitare che per evitare 80 secondi di attesa, si faccia tutto il giro grande).

PARCHEGGI E SOSTA Si deplorano le scelte già fatte dall'Amministrazione, cioè parcheggi a ridosso del centro lungo la cerchia dei viali, con funzione solo molto parzialmente pertinenziale, con la scelta di "monetizzare" i danni dovuti all'uso dell'auto.

Si suggerisce di collegare i parcheggi scambiatori con delle linee di autobus frequenti verso il centro. A Castello, i treni non passano. Al lotto zero, i bus nemmeno. Tariffe (più) incentivanti.

TRASPORTO PUBBLICO

AUTOBUS: OFFERTA Ricominciamo la litania sull'insufficienza del servizio di trasporto pubblico a Firenze. Si potrebbe rimandare al sito del comitato Potenz'Ataf per maggiori dettagli, ma sembra che bis repetita placent:

INFORMAZIONE Informazione al viaggiatore da fare soddisfacente e largamente diffusa:

Cosa: informazione sugli orari, sui percorsi reali e non schematizzati (PIANTINE), sulle corrispondenze, etc. Dove: a tutte le fermate, dentro gli autobus, a tutti i punti vendita dei biglietti, alle fermate dei treni, ai parcheggi, alle poste, sui mercati, etc.

COMFORT Comfort alle soste: ci sono poche pensiline (300?), mentre sarebbe possibile metterne quasi ovunque. almeno fuori dal centro storico. Provare a fare delle pensiline per i marciapidei ristretti: quando piove, meglio una tettoia di niente (fate l'esperienza).

COSTO vendita di carnet di ticket di più corsie a prezzo più attraente (tipo 10 corsie per 6 euro) sistema di abbonamenti fortemente incitativi, a destinazione tutti i fiorentini (non il 20%)

Citiamo il caso dell'abbonamento lavoratori, che permette solo 3 linee, mentre su diversi percorsi passano più autobus: per esempio, qualcuno che va dalle Due Stradde all'Osmannoro, potrebbe prendeer le linee 11, 36, o 37 fino alla stazione, e poi 29, 30 e 35 fino all'Osmannoro. A causa del limite a 3 linee dell'abbonamento lavoratori, il povero lavoratore è costretto ad un gioco di lotteria in cui deve immaginare quali di queste linee passeranno più spesso.

Riportiamo ora un documento del comitato Potenz'Ataf, che analizza lo scarso successo dell'offerta di abbonamenti autobus. Ora l'abbonamento lavoratore è passato da 3 a 5 linee, ma nonostante questo grande progresso, la sostanza della situazione è purtroppo la stessa.

"Abbonamento ATAF, cui prodest ?"

Nell'aprile del 2001 e' stato condotto dal dipartimento di statistica dell'universita' di Firenze un'indagine dal titolo "i fiorentini e i mezzi di trasporto", un estratto dei risultati e' presente sul sito internet dell'ATAF (www.ataf.it).

Al di la' di quanto dichiarato dall'Azienda, che per ovvi motivi e' portata a vedere piu' la parte piena del bicchiere che quella vuota, a noi di Potenz'ATAF sembra che nel ritratto ci sia una netta prevalenza di toni grigi.

Quella che pare essere la pennellata piu' grigia di tutte e' stata stesa sul capitolo "abbonamenti", cioe' sulla parte che riguarda gli incentivi economici previsti per chi usa molto frequentemente il mezzo pubblico. A tali categorie di persone (lavoratori, studenti, pensionati) l'ATAF permetterebbe l'accesso al servizio di trasporto pubblico a prezzi scontati. Il condizionale e' importante, tale possibilita' infatti sembra essere rimasta solo sulla carta.

Dall'indagine citata emerge che a fronte di un 41% dei clienti ATAF che sono lavoratori l'abbonamento per lavoratori e' usato solo dal 2% dei viaggiatori. Gli studenti rappresentano l'8% di chi usa l'autobus ma l'uso dell'abbonamento per studenti e' limitato al 3% dei clienti. I pensionati rappresentano il 29% degli utenti del servizio ma l'abbonamento per pensionati e' utilizzato solo dall'1% dei viaggiatori. Messa la cosa in altri termini, il 78% dei clienti ATAF appartiene ad una categoria per la quale esistono abbonamenti a prezzi agevolati (studenti, lavoratori, pensionati) ma solo il 6% delle persone che viaggiano utilizzano un abbonamento, il 68% dei viaggiatori "preferisce" usare il biglietto (54% quello a 4 corse e 14% quello ordinario).

Cosa spinge una persona che potrebbe viaggiare con un abbonamento a prezzo agevolato a preferire l'acquisto di un biglietto ? Probabilmente il fatto che le regole per il loro utilizzo impongono dei vincoli tali da rendere questi abbonamenti un pessimo affare. Un esempio su tutti, l'abbonamento per lavoratori: al momento dell'acquisto vanno specificate fino ad un massimo di 3 linee su cui l'abbonamento sara' utilizzato. Chi usa davvero il mezzo pubblico sa che per andare da un punto all'altro della citta' ci sono spesso diverse possibilita', a volte conviene salire sul primo autobus che passa. Questo lusso pero' puo' permetterselo solo chi paga il biglietto, il lavoratore che usa l'abbonamento deve aspettare non solo "un" autobus che vada nella direzione giusta ma "quell'" autobus particolare che oltre ad andare nella direzione giusta fa parte del tris di linee su cui vale il suo abbonamento. Considerati i lunghi tempi di attesa a cui e' sottoposto il viaggiatore in condizioni normali, un lavoratore che usasse l'abbonamento correrebbe seriamente il rischio di morire di vecchiaia aggrappato al paletto ATAF.

Questi abbonamenti sembrano essere stati creati dall'ATAF con l'unico scopo di poter dire che ci sono, sulla loro utilita' il giudizio lo esprimono quotidianamente decine di migliaia di viaggiatori che se ne tengono decisamente alla larga e preferiscono viaggiare pagando un salato biglietto.

L'ATAF e' un'azienda, se cerca di spillare ai suoi clienti quanti piu' soldi possibile in fondo si limita a fare il suo lavoro. Ma il Comune dov'e' ? E' cosi' che si incentiva l'uso del mezzo pubblico ?

PERCORSI E FREQUENZE

Tutto è migliorabile, ora stiamo in alto mare.

Linee ad altra frequenza tra il centro e le piazze radianti (piazza libertà, porta romana, etc., integrato costo parcheggio.

Circondaria alta frequenza piazza vettori - piazza ferrucci - piazzale michelangelo

Alta frequenza lungarni

Creazione di un credibile servizio serale e notturno, tale da poter essere alternativo all'uso del mezzo privato almeno nell'accesso al centro storico, soprattutto in estate.

In particolare, per i posti di raduno ad alta frequentazione notturna (cinema, discoteche, etc.).

Con gratuità per questi posti che sono ad alto rischio incidenti giovanili (discoteche, pubs, tutti i luoghi dove c'è chi si ubriaca e si bombarda di pasticchine).

TAXI: OFFERTA

Tutt'ora troppo costosi: per esempio 6 euro dal centro alla stazione SMN! 12 euro dalle Cure a SMN! Follia!

Troppo poco disponibili: basta una pioggia e non se ne trovano più. (Ci sarebbe a Firenze un taxi ogni 680 abitanti, rispetto ai 285 di Milano e 475 di Roma.)

Quindi: abbassare le tariffe e aumentare i taxi. Sicuramente con delle tariffe più normali il volume di affari dovrebbe rimanere uguale.

Il Comune di Firenze non deve lasciarsi intimidire dai tassisti, anche se essi usano manifestare minacce fisiche (come accade al consigliere comunale Fittante all'uscita di Palazzo Vecchio nel 2001).

5 - TRASPORTO FERROVIARIO (passaggeri) Bene l'iniziativa da Castello, ma insufficiente.

Trasporti intensi con città metropolitane: Prato (un treno l'ora vi sembra sufficiente?), Siena (non ci sono più collegamenti dopo le 20!), etc;

A quando la pubblicazione di un'orario integrato che riassuma tutta l'offerta di mobilità ferroviaria fiorentina?

LA MOBILITA' CICLO-PEDONALE

MOBILITA' CICLISTICA: LA SITUAZIONE ATTUALE

Il PUT non dice niente:

1) sulla sosta delle biciclette. Le rastrelliere non sono soddisfacenti, perché non permettono: - la chiusura a prova di volo: ci vorrebbero delle rastrelliere con possibilità di attacco facile sul quadro della bicicletta, e non sulla ruota come lo è attualmente, - la protezione dagli incidente con le macchine malcapitate: una macchina che per incidente incontra una rastrelliera, distrugge probabilmente tutti quei veicoli parchieggiati.

Sono anche in numero insufficiente, dato che maggior parte delle rastrelliere sono piene. Il fatto che una certa proporzione di posti siano occupati da biciclette abbandonate (circa il 15%) non deve essere una scusa per non aggiungerne di nuove (sicuramente un 50% in più). Simbolicamente grave, nonostante i tanti posti già collocati, è l'insufficienza di posti alla stazione SMN. E' tanto piu' grave considerando che c'e' dello spazio utilizzabile nella galleria sotto la stazione, ammesso di non costruirci l'ennesimo e inutile negozio.

2) sul transito delle biciclette: infatti sussistono molti ostacoli alla circolazione delle biciclette. Necessaria rimozione degli ostacoli architettonici su molti viali.

6.2 MOBILITA' CICLISTICA: PROPOSTE PER IL PGTU

Viabilita' ciclabile:

Attuazione completa del sistema di piste ciclabili (37 Km) in modo che formino una vera rete e non una serie di tratti non connessi fra di loro.

In particolare, fornire un collegamento fra la zona di viale Morgagni, dove e' presente pista ciclabile - chiaramente da ristrutturare - e zona ponte rosso, dalla quale e' facilmente raggiungibile il centro.

Rispetto della legge europea sulla costruzione di nuove piste in caso di realizzazione o manutenzione di una strada asfaltata.

Che il PGTU contempli anche la possibilita' di realizzare strade ciclabili, presenti in altre citta'.

Inserire nel PGTU piste ciclabili di collegamento con i Comuni vicini (Bagno a Ripoli, Scandicci, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio).

Affiancare alla rete di piste ciclabile una rete di "itinerari ciclabili": itinerari idonei ad essere percorsi in bicicletta che concatenino strade a basso traffico, attraversamento di parchi urbani, tratti protetti (piste ciclabili) sulle strade di traffico più elevato.

Creare un itinerario ciclabile Firenze-Prato, in accordo con i comuni di Sesto Fiorentino, Calenzano e Prato, con lo scopo di servire un asse viario lungo cui si spostano molte persone, parte delle quali copre tragitti di lunghezza compatibile con l'utilizzo della bicicletta. Il tratto urbano della pista potrebbe partire da Piazza Dalmazia lungo il seguente percorso: via Regnaldo Giuliani, via Panciatichi, sottopasso, via del Terzolle, Via Vasco de gama, via delle Pietre, via Rigutini, via Fanfani, sottopasso, via del Sodo, via Reginaldo Giuliani fino al confine Comunale.

Concordare con il Comune di Sesto Fiorentino l'utilizzo di via dei Giunchi (e relativo cavalcavia autostradale) per il collegamento ciclabile del Polo Scientifico Universitario di Sesto Fiorentino. Istituzione di una pista ciclabile di collegamento del cavalcavia con le Cascine.

La sistemazione intelligente per il centro storico essendo di rendere il centro zona ciclabile, in cui le macchine siano solo tollerate in certi casi, invece di creare in centro piste ciclabili ma sempre ghettizzate rispetto alla macchina-regina.

Sull'integrazione delle biciclette con gli altri mezzi di trasporto, si potrebbe con pochi mezzi fare molto di più. Ricordiamo che mentre si sta finalmente iniziando a sfruttare il treni per lo spostamento metropolitano (Castello), c'è ancora: - il costo di 3,5 euro a giorno per il trasporto di una bicicletta (il contributo di questa tariffa per le casse delle ferrovie è insignificante) - l'allestimento dei treni è in genere inesistente - disposizioni per l'autorizzazione (cioè non costa niente!) il trasporto delle bici nei treni in cui non reca nessun fastidio ai viaggiatori (tipo treni vuoti, pomeridiani o ultimi serali).

6.3 - 6.4 MOBILITA' PEDONALE

Giudichiamo positivamente la realizzazione di nuove pedonalizzazioni, in particolare nella zona centrale di Firenze, sempre che siano pedonalizzazioni controllate e fatte rispettare (ricordiamo che gli ingressi di mezzi privati in aree pedonali sono cosa molto frequente nella nostra citta').

Pedonalizzazione del Lungarno degli Archibusieri per bloccare il traffico di attraversamento di motocili e ciclomotori in direzione Ovest/Est sul lungarno.

Installazione di ostacoli mobili (ad esempio, piolini a scomparsa) a protezione di tutte le zone pedonali; dotare di telecomando solo i mezzi pubblici, i mezzi di soccorso, le forze dell'ordine ed invalidi residenti.

TRASPORTO INTER-MODALE

Realizzazione di nuovi e PIU' CAPIENTI parcheggi scambiatori - che devono essere gratuiti pena il decadimento della loro funzione - e prevedere capolinea degli autobus nei parcheggi stessi e non ben lontani come da progetti attuali.

Realizzazione di parcheggi per biciclette o rastrelliere all'interno dei parcheggi scambiatori, al fine di permettere un vero e libero trasporto intermodale.

Istituzione, presso le stazioni ferroviarie maggiormente utilizzate dai pendolari, di parcheggi custoditi per le biciclette, con possibilità di collocazione di servizi aggiuntivi (riparatore).

Treno+bici: Prevedere posto per le biciclette all'interno dei treni, in particolare sui treni che transitano nell'AREA URBANA, cioe' FRA le stazioni della citta'.

Treno+bici: richiedere l'impegno della Regione Toscana a non acquistare materiale rotabile privo di posto per la bicicletta (come i treni TAF).

Prevedere spazio per le biciclette anche sugli autosnodati (unico tipo di autobus su cui questa cosa e' tecnicamente realizzabile).

Realizzazione - oltre che le linee di bus che come ovvio portano dai parcheggi scambiatori al centro - anche di linee di bus circolari che colleghino i parcheggi scambiatori fra loro.

Anche questo serve a migliorare l'offerta di trasporto intermodale.

LA MOBILITA' ALTERNATIVA

Dobbiamo favorire il car-pooling, per creare sinergie innovative tra i pendolari automobilisti tra di loro, e con i pendolari che usano i mezzi pubblici per gli stessi percorsi.

Blocco delle auto con una sola persona.

Iniziare anche a diffondere la pratica del car sharing (una stessa macchina viene utilizzata da più famiglie, per sfruttare il 95% del tempo in cui le macchine sono ferme).

A che punto siamo della convocazione dei transport manager dell'area?

Incenvitazione mezzi elettrici e metano ancora troppo poco audaci e restrittivi.

Totale abbandono delle targhe alterne. Notiamo che per bloccare il traffico c'è bisogno di 5 giorni di superamento dei limiti e invece appena l'inquinamento scende si riprende subito il trantran normale.

Mobilita' privata:

In presenza di un coerente e soddisfacente progetto alternativo all'uso dell'auto privata, chiusura reale della ZTL alle automobili, e controllo continuato degli ingressi.

IL TRASPORTO DELLE MERCI 

Questo argomento, per essere trattato in modo soddisfacente, deve integrare l'area metropolitana allargata, e non solo il rapporto interno a Firenze. Infatti, le partenze e arrivi di camion saturano le periferie di Firenze.

Ricordiamo che su tutte le direttrici provinciali che partono da Firenze, il traffico è saturo di camion, mentre esistono già per tutte queste direttrici delle linee ferroviarie che realizzano esattamente lo stesso percorso. Come possiamo ancora accettare lo spostamento dei camion pendolari (cioè traffici riperibili con regolarità) sulle Firenze-Prato, Firenze-Pisa, Firenze-Siena, Firenze-Arezzo, e non si inizia a potenziare l'offerta di mobilità intermodale dei container stessi (cioè senza interruzione del carico).