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Il partito dei motorini
Manifesti come quelli della foto sono stati affissi un po' in tutta Firenze. Dal manifesto apprendiamo, fondamentalmente, quattro cose: 1) che esiste un partito dei motorini ed una creatura del "sindacato italiano per il motociclo e le ingiustizie stradali" (sindacato?); 2) che la campagna su cui sta basando la propria azione è legata all'opposizione alle limitazioni ai motorini nel centro storico di Firenze; 3) che lo scopo dell'affissione è raccogliere adesioni; 4) che questo sedicente "partito dei motorini" dispone di una certa disponibilità di fondi (l'affissione costa).
Avevamo sempre pensato che quello dei motorini fosse un partito trasversale; magari maggiormente radicato nei partiti di destra, ma forse solo per puro spirito di contraddizione verso la maggioranza di centro sinistra, piuttosto che per autentica vocazione politica; certo, è bene non tacere il fatto che avvocati e commercianti (due categorie di motorinisti), costituiscono un'importante fetta della base sociale di questi partiti, ma non credo che questo basti per dire che i motorini sono "cosa di destra". Adesso qualcuno pensa di fare il salto dal partito trasversale al "partito vero e proprio". Non credo che questo partito si presenterà mai alle elezioni con una lista propria; sarà quindi un'iniziativa di vita breve. Eppure il partito di motorini esiste, quello vero, quello trasversale. E' un partito che attraversa maggioranza ed opposizione, le fila di avvocati ed operai, studenti ed impiegati, casalinghe e pensionati, ed ha anche molti seguaci fra i tecnici del comune che dovrebbero disegnare una città un po' meno inquinata...
Il partito dei motorini, quello dei manifesti, sta cercando adesioni, questo lo scopo dell'affissione. Avranno fatto i loro calcoli: il potenziale del successo non manca, considerando che ci sono 200.000 motorini dell'area fiorentina (ma si valuta che siano solo 20.000 i ciclomotori che si muovono effettivamente sulle strade di Firenze, e non sono comunque pochi!). È tutto da vedere quanti scooteristi sono disposti a darsi da fare per difendere il loro presunto "diritto alla mobilità". È un dato di fatto, nell'imperversare della moda dei girotondi, l'unico "girotondo" che sia fallito è proprio quello dei motorini.
Le limitazioni allo spostamento dei ciclomotori in centro, evidentemente, sono la cosa che maggiormente brucia agli scooteristi. Le limitazioni sono di due tipi: 1) l'impossibilità di accedere alla vasta area pedonale che occupa ormai gran parte del "quadrilatero romano", il centro più centro di Firenze; 2) il recente divieto di accesso ai cinquantini più inquinanti per quattro ore al giorno, che sarebbe poi una piccola anticipazione del tanto atteso "piano dei motorini". Senza entrare in maniera approfondita nel discorso, mi sembra utile sottolineare che il concetto alla base di questi interventi è per tutelare il diritto alla salute occorre limitare l'uso dei mezzi maggiormente inquinanti, è quindi giusta l'esclusione dal centro delle auto non catalizzate e dei mezzi a due ruote che non rispondo ad alcuna norma anti-inquinamento. "Loro" si appellano al diritto alla mobilità, ma non sta scritto da nessuna parte che tale diritto debba necessariamente essere esercitato mediante l'impiego di qualsiasi mezzo di trasporto, anche quelli talmente inquinanti da costituire una minaccia per il diritto alla salute.