Era già stata annunciata nella lista di Critical Mass l'idea di trasformare la "coincidenza organizzata" di ciclisti in una "confluenza organizzata" con la concomitante manifestazione per la pace e contro la guerra in Iraq. La manifestazione prendeva la mosse dal consolato USA e arrivava fino in San Marco.
Ma andiamo con ordine: al ritrovo di piazza della Santissima Pedalata il numero dei ciclisti era in aumento rispetto alle ultime volte (aprile non conta, quando si sono trovati solo in sei a causa della pioggia).
Arrivano in piazza anche alcuni massers abituali, che sono anche promotori della manifestazione della pace e che avevano lanciato l'idea della "confluenza organizzata". Verso le "solite" 18:40 la massa si mette pigramente in movimento. Attraverso piazza San Marco, piazza del Duomo, via Tornabuoni i ciclisti raggiungono i manifestanti sul ponte di Santa Trinita. Possiamo definirlo un vero e proprio incontro, con Critical Mass e la manifestazione che arrivano dai due lati opposti del ponte e si incontrano al centro.
La manifestazione per la pace sta vivendo uno dei suoi momenti più significativi: alcuni ragazzi vestiti di nero e con il volto dipinto di bianco sono sdraiati per terra e ciascuno di loro raffigura simbolicamente una piccola vittima delle guerre, il cui nome è scritto su un cartello che ciascuno porta sulla schiena. "Mubarak, 10 anni, Kandarar - Saltato su una mina" dice un cartello. "Mohammad - 7 anni - Saltato su una mina" dice un atro. Mentre i ragazzi raffigurano le piccole vittime della guerra, una voce snocciola le terribili cifre delle ultime guerre; cifre di morti e di feriti che parlano della stupidità umana.
Quando la manifestazione si rimette in movimento i massers si fanno ai due lati della strada e lasciano sfilare tutti i manifestanti, poi si accodano.
Picché i ritmi della manifestazione sono diversi da quelli delle biciclette, i ciclisti scelgono di limitare la propria presenza ad un tratto simbolico. In piazza si Santa Trinita, Critical Mass "riparte" per contro proprio. Quasi tutti, perchè alcuni preferiscono continuare a seguire la manifestazione.
La massa attraversa il Ponte Vecchio, raggunge porta Romana e poi occupa pacificamente i viali percorrendoli fino a piazza Pier Vettori, a ritmo più sostenuto del solito, in realtà. Da qui via per via Pisana e borgo San Frediano, fino a piazza Sauro dove si fermano per una... sosta gelato. Dopo la ripartenza, la massa si scoglie in piazza San Marco, dove ancora sono gli ultimi manifestanti per la pace che stanno mettendo via striscioni ed altoparlanti.
Ancora una critical mass in tono minore a marzo. Più o meno invairiato il
numero di partecipanti. Da segnalare la simpatica iniziativa di una coppia
di massers che hanno pensato di offrire caramelle ai motocilisti per...
addolcirli. Non tutti hanno accettato (scontata la battuta "non si accettano
caramelle dagli sconosciuti"), ma la reazione è stata generalmente positiva.
L'itinerario si è svolto quasi totalmente in centro ed in oltrarno. Da
piazza della SS pedalata (il nuovo nome di piazza SS Annunziata) i ciclisti
si sono diretti verso il ponte alla Carraia (passando da via della Vigna
Nuova per la consueta sfilata nella via dello shopping). Poi via dei
Serragli fino a Porta Romana, doppio giro della rotatoria del piazzale di
Porta Romana, poi viale Petrarca, viale Ariosto, Borgo S. Frediano, giro
introno al consolato Americano (era tanto che non ci si faceva vedere),
lungarni fino a via Tornabuoni e poi lentamente ritorno al punto di
partenza.