Critical Mass Frequently Asked Question
...ovvero cosa rispondere tutte le volte che qualcuno fa domande
del tipo "chi siete?", "dove andate?", "perché lo fate?"...
Alcune note
Licenza: queste FAQ sono rilasciate come documento di pubblico
dominio
Responsabilità: nessuna responsabilità viene assunta da chi cura queste
note.
Cos'è la Critical Mass?
Risposta secca: è una coincidenza organizzata di ciclisti
Si può dare una definizione/risposta più precisa?
Certo perché una risposta come la precedente non porta sufficiente
informazione e fa arrabbiare ancora di più gli autosauri.
Risposte brevi (da dare pedalando):
- un gruppo di ciclisti che aveva voglia di fare un giro
- degli amici che si ritrovano pedalando
- persone che vogliono godersi la città pedalando insieme in
tranquillità
- persone che non amano stare rinchiuse in auto quando una soluzione
migliore è possibile, anche se piove e fa freddo o c'è il sol leone e si
suda
e in tutti i casi si può aggiungere che è un fenomeno che accade in
tutto il mondo (anche l'aggettivo globale è adatto)
Risposta lunga: uno dei tanti modi possibili di riconquistare
degli spazi nelle città soffocate dal traffico, trasformando le ore che
potrebbero essere passate imbottigliati nel traffico, chiusi da soli
nelle proprie scatolette di latta in pedalate casa-lavoro (o simili) in
compagnia di altre persone che la pensano come noi ed hanno a cuore i
problemi dell'inquinamento e della vivibilità delle città. Ma si tratta
anche di un utilizzo del [poco] tempo libero che rimane tolte le ore
destinate al lavoro e che non si desidera sia buttato via imbottigliati
nel traffico senza poter fare nulla ma solo subire i modelli (andare in
auto al lavoro, in questo caso) imposti da questa società che non ci
piace per molti aspetti.
Cosa non è la critical mass?
una manifestazione, un modo per bloccare il traffico, uno sciopero,
una protesta specifica, un'associazione
Cosa chiedono i critical masser?
Per essere puristi bisognerebbe dire che non chiedono nulla,
si limitano a fare un giro in bici insieme riprendendosi gli spazi
(stradali) che sono diventati solo delle auto. Ma molti ciclisti sanno
quello che sarebbe necessario per avere una mobilità migliore
soprattutto nelle città: da una politica dei trasporti meno orientata al
mezzo privato inquinante a più piste/percorsi ciclabili, da una
attenzione al minor sperpero di combustibili ad una vita più sana senza
inquinanti e con più possibilità di coniugare gli spostamenti necessari
alla vita quotidiana con una salutare attività fisica, e via dicendo...
La cm serve a bloccare il traffico?
No, uno degli slogan più significativi recita: "noi non blocchiamo
il traffico, noi siamo il traffico". Questo essere il traffico significa
che la massa diventa una parte considerevole del traffico e quindi può
rallentare i veicoli che vengono dietro.
Del resto si può provare a spiegare agli auto/motosauri che un piccolo
rallentamento una volta al mese è una pagliuzza confrontata con la trave
che gli automobilisti incontrano tutti i giorni a causa di se stessi.
Cosa rispondere agli altri veicoli quando dicono che stiamo
bloccando il traffico?
Che il traffico è *generalmente* bloccato da autoveicoli e nessuno
si lamenta più di tanto e soprattutto nessuno ce l'ha con
l'automobilista che lo precede in quanto tale, quindi non c'è motivo di
prendersela con i ciclisti quando loro sono in grande numero e per
questo rallentano il traffico. Dare contro a questo discorso porta,
tramite un breve percorso logico, a tesi razziste contro i ciclisti.
Sembra che tutti questi concetti siano inoppugnabili, cosa dice il
codice?
Beh il codice non è proprio dalla nostra parte, infatti li si dice
che i ciclisti devono procedere in fila sul lato destro della
carreggiata e possono disporsi a coppie solo quando non sopraggiungano,
nella loro corsia, altri veicoli. Quindi la cm non è ammessa dal codice
della strada.
Anche l'uso del campanello senza motivo, il repentino cambio di corsia,
e altre manovre potrebbero essere sanzionabili.
Allora si rischia qualcosa?
In teoria si, potrebbero fermare uno a uno e fare la multa per
intralcio alla circolazione o mancato rispetto delle norme suddette.
Però tutto dipende da posto e da posto. A Firenze non ci sono mai stati
problemi di questo tipo; i vigili urbani si sono mostrati molto
comprensivi (ultimamente si è sentito dire da un vigile fermo ad un
incrocio mentre la massa passava "se mi date una bici vengo con voi"):
alle prime cm con centinaia di ciclisti hanno spontaneamente
accompagnato la cm senza chiedere o imporre nulla. Altre volte al
ritrovo abituale si sono presentati chiedendo garbatamente chi fossimo e
cosa e perché lo facessimo e si sono accontentati sempre delle risposte,
spesso con un sorriso. In ogni caso conviene avere la bici in stato
impeccabile: freni, luci e catarifrangenti, al codice interessano
sostanzialmente queste due cose e al limite non andare senza mani...
In altre città, però, le cronache ricordano rincorse con volanti
della polizia e addirittura elicotteri!
Anche se una analisi statistica non è stata condotta si potrebbe
azzardare che ci sia una certa correlazione fra tolleranza (a norma di
codice della strada e altri codici) verso la cm e colore politico
dell'amministrazione locale, ma per questo ci vorrebbe un'analisi più
approfondita... ;) Anche perché per un periodo la tolleranza sembrava
dare un fiore all'occhiello all'amministrazione (direi nel periodo
ottobre/dicembre 2002 sempre a Firenze); poi "la critical mass è una
manifestazione troppo barbara per una città come Firenze" si è perso
traccia da dove venga ma sembra da qualche membro dell'amministrazione
comunale.
Ma si può parlare anche di interruzione di pubblico servizio, atti
sovversivi o altre cose da codice penale?
A rigore si, ma valgono i discorsi fatti sopra.
Allora la cm può essere vista come azione disobbedienza civile?
Stiracchiando un po' la definizione la si può vedere anche così
perché chi vi partecipa (ma anche chi fa i volantini, scrive sulle
mailing-list, o peggio scrive queste FAQ ;)) si assume le responsabilità
del caso e sa di poter essere perseguito in qualche modo. Con questo
alle cm fiorentine si sono visti partecipare anche bambini sia con bici
propria che sui sellini supplementari; però è sempre un agire contrario
alle leggi.
Però per essere precisi sul termine di "disobbedienza civile" bisogna
ricordarsi che con questo agire si intende commettere una deliberata
infrazione della legge per obbligare il potere a condannarti per una
legge ritenuta ingiusta e contro la quale non si vedano altri mezzi per
attaccarla.
C'è qualcuno che organizza le cm?
No, in linea di principio è un appuntamento che un gruppo di persone
si è dato. Poi ci sarà sicuramente chi amministra una mailing list, chi
riporta notizie e foto sul proprio sito internet, chi stampa volantini e
li mette nelle rastrelliere, chi nottetempo attachina manifesti
(ovviamente senza le prescritte autorizzazioni), chi telefona agli amici
e lo dice a qualche radio locale vicina a questo tipo di iniziative.
Ma si tratta sempre di iniziative prese a livello personale e senza
nessuna strutturazione dell'entità critical mass.
Ma poi, quando siamo tutti in sella, c'è qualcuno che decide
dove si vada?
Anche in questo caso in linea di principio arrivati all'ora a cui ci
siamo dati appuntamento per la partenza qualcuno prende e parte e la
massa lo segue. Non è detto che chi ha deciso da quale parte della
piazza partire stia sempre in testa alla critical mass; così altri
ciclisti andranno - o si ritroveranno - in testa e al prossimo incrocio
decideranno dove andare.
Ma in pratica sembra di vedere sempre i soliti davanti...
Si, spesso capita che a partire siano sempre i soliti, però alla
prima curva ognuno si deve sentire di andare in testa e fare quel
pezzetto di strada che gli piace. Poi se qualcuno si decidesse a
prendere e partire tutti gli andrebbero dietro anche senza aspettare la
mezz'ora accademica che accompagna tutti i ritrovi italiani...
C'è qualche comportamento da tenere durante la cm?
No, ognuno si deve sentire libero di fare quello che vuole, suonare
il campanello, cantare, parlare con quelli accanto, invitare a cena
qualcuno/a... Certo che se un ciclista si mette a spaccare automobili
perché ritiene che quello sia l'unico modo di avere spazio per le bici
si cerca di dissuaderlo da certi comportamenti vandalici, violenti e
inutili; magari e alla fine ricordandogli anche che tutto quello non è
nello scopo dei ciclisti che si ritrovano a fare una cm.
E attenzioni particolari da tenere durante lo svolgimento?
Sì, di queste ce ne sono tante. I maggiori problemi che si sono
riscontrati sono stati i provocatori e le strade laterali.
soprattutto agli inizi della cm a Firenze c'erano, regolarmente, degli
individui che a volte scendevano dall'auto, ma spesso si
materializzavano dal nulla nel mezzo alla massa [a piedi ovviamente], e
con discorsi farneticanti ("...mi state facendo diventare pazzo con
queste bici andatevene oppure...", "... mi hai già distrutto tre auto
ora ti $%#@...") e spesso con attacchi personali cercavano di attacare
briga. Sono sempre stati tenuti buoni con discorsi calmi e pacati [quasi
sempre pacati...], spiegando e dimostrando l'impossibilità delle
affermazioni dei provocatori.
L'altro problema riguarda le strade che incrociano quella che si sta
percorrendo: se la massa è composta da 50 bici o meno questo non è un
problema perché nessuno pensa di infilarvisi nel mezzo. Ma se il
transito della massa per un incrocio dura più di 30-40 secondi allora la
pazienza dell'automobilista abituato a stare in coda ore e ore al giorno
giunge al tracollo. E in tutti i modi cerca di insinuarsi per trovare
sbocco.
In ottemperanza al vecchi adagio secondo cui è meglio prevenire che
curare quando ci siano più di 50 bici è opportuno (e assolutamente
indispensabile con masse di qualche centinaio) che tre o quattro
(dipende dalla larghezza dell'incrocio) fra quelli che si trovano in
testa si fermino a metà dell'incrocio e stia fermo di fronte alle auto
che vorrebbero passare, le quali strombazzano imprecano, offendano ma
generalmente non passano; più difficile è con le due ruote a motore ma
con un po' di esperienza si bloccano anche quelle.
In teoria, poi, se la massa è compatta i ciclisti-tappo agli incroci non
saranno necessari, ovvero se la massa non pedala provocatoriamente a
velocità troppo bassa (che è in contrasto con i principi espressi
sopra) l'incrocio si sgombra velocemente e senza troppi problemi. A
Firenze, purtroppo, la massa è abbastanza lenta...
E se un auto/motosauro si insinua nel mezzo della massa?
Qui ci sono diverse correnti di pensiero. Se davanti a se ci sono
solo poche bici conviene farlo andare via il più velocemente possibile,
non foss'altro che perché inquina tutti quelli dietro. Ma anche perché
non ci dovrebbe essere lo scopo di bloccare deliberatamente qualcuno. Se
l'infiltrato si trova nella parte terminale bisognerebbe tenerlo li e
fare in modo che i [pochi] ciclisti rimasti dietro lo sorpassino e la
massa si ricompatti.
Se l'infiltrazione è nel mezzo della massa bisognerebbe prima di tutto
cercare un contatto con "l'incauto" e spiegargli chi siamo, dove andiamo
e perché lo facciamo; sempre con toni calmi e rispettosi. Invitandolo,
quindi, a non intralciare il transito delle bici e a inquinare i poveri
pedalatori. La risposta è sempre negativa, e anzi spesso vengono fuori i
comportamneti più animaleschi. Allora se l'auto/motosauro è tranquillo
si può cercare di farlo indietreggiare, altrimenti conviene lasciarlo
andare il più alla svelta possibile; limitandosi ad uno "scemo, scemo"
se la sua dipartita viene accompagnata da una fragorosa sgommata!
Allora come si fa a evitare che auto/motosauri si infiltrino nella
cm?
Questo è un argomento difficile da riportare sulla carta,
farsi un paio di cm permette di rendersi conto con facilità di quali
siano i metodi migliori. Qui basterà ricordare solamente di pedalare
vicini l'uno all'altro sia trasversalmente per tutta la corsia, sia
longitudinalmente evitando cioè che la massa si sfilacci perché qualcuno
pedala più veloce e qualcuno più lento.
Ci sono da parte dei cm dei comportamenti
scorretti che bisognerebbe cercare di evitare:
Distinguiamo in comportamenti inerenti la guida e quelli più
ideologici:
-
La guida della bici da tenere durante la cm:
essenzialmente sarebbe bene non eccedere e rimanere nei principi di
base della cm e quindi andare contro mano nella corsia opposta a
quella su cui procede è da evitare, non solo perché molto
pericoloso, ma anche perché senza senso!
-
Dal punto di vista più ideologico dovrebbero
essere da evitare soprattutto gli atteggiamenti moralistici: Io sono
buono perché sono in bicicletta, te sei cattivo perché guidi un
automobile: inquini, puzzi, finanzi le multinazionali, le guerre del
petrolio, l'impero del male. Se poniamo la questione in questi
termini, all'autista non restano che due alternative: o si pente e
scoppia in lacrime o ci investe... Il piacere convince assai più del
dovere: se noi pedaliamo tranquilli, uniti e (come si diceva prima)
spediti, Il povero autista magari può pensare: guarda lì quelli in
bici, come si divertono e io qui come un bischero, dentro la
macchina (ancora con le rate da pagare)
Mi hanno chiesto di fare una critical mass in occasione di oppure
a supporto di una qualche manifestazione, ecc..., come ci si regola?
Avendo letto quanto sopra è facile spiegare che la cm non è quella
cosa ganza da utilizzarsi a tutte le occasioni che lo richiedano. La
cosa migliore è dare queste FAQ o qualcosa di simile a chi abbia fatto
una richiesta del genere. Se poi, forti dell'esperienza ciclistica
maturata anche nell'ambiente cm, si vuole aiutare chi abbia chiesto
questo supporto, bene: si possono organizzare delle pedalate/biciclettate
di protesta, ma il nome critical mass non è adeguato. Meglio sarebbe
invitare chi abbia fatto questa richiesta ad una critical mass in modo
da fare tastare con mano di che cosa si tratti.
Ho sentito parlare delle critical mass pedonali, esistono? Di cosa
si tratta?
Riallacciandosi a quanto scritto sopra bisogna riconoscere che la
critical mass è diventata una cosa ganzissima soprattutto
nell'immaginario di molti, tanto che è stata scimmiottata in vari modi e
versi. Si, a Firenze alcune manifestazioni sono state indette con il
nome di critical mass pedonali: una specie di trenini di manifestanti
che si insinuavano fra i turisti e gli acquirenti delle feste natalizie
in modo da bloccare il loro traffico e cercare di sensibilizzarli su
temi di una certa rilevanza sociale. Tutto giusto, tutte le armi devono
essere utilizzate per migliorare la società (se non ricordo male si
trattava di manifestazioni pacifiste, anticonsumiste e antiliberiste) ma
la cm è un'altra cosa, e non è corretto usare il nome perché fa fico.
Gli specchietti per le allodole lasciamoli a quelli che stiamo
combattendo!