Hanno invaso le strade cittadine in sella alle
biciclette per reclamare più piste ciclabili. E subito il traffico è andato in tilt. A
organizzare la manifestazione improvvisata, stavolta, ci hanno pensato i Critical Mass, un gruppo di
accaniti sostenitori dell'uso delle due ruote e feroci avversari delle
automobili.
Questo il primo capoverso
dell'articolo de Il Giornale della Toscana in edicola sabato 15
marzo, il giorno dopo Critical Mass. L'articolo era richiamato anche nella
civetta.
Più avanti si dice che In mezzo allo smog e alle auto in coda si vali di
circonvallazione si sono materializzati cinquanta ciclisti. Un vero incubo per gli automobilisti impazienti di tornare a casa dopo una giornata di lavoro.
Richiamando così il buffo "ma andate a lavorare!" che alcuni
automobilisti rivolgono ai masser, quasi che gli ecologisti debbano per
definizione essere degli sfaccendati.
L'articolo continua dicendo
che Lo spostamento dei Critical mass sulle principali arterie di scorrimento cittadino ha provocato incolonnamenti
e un infausta catena di micro incidenti: [...]. Due i principali sinistri che hanno creato il caos tra gli automobilisti: uno è avvenuto nel sottopasso al Ponte alla
Vittoria [dove i masser manco sono passati], l'altro al sottopasso di viale Belfiore.
La tesi è assai bizzarra: se
un automobilista non frena, quando si trova davanti un incolonnamento, la
colpa non è dell'automobilista distratto oppure spericolato, ma di chi ha
provocato l'incolonnamento.
L'articolo chiude poi così: Non è la prima volta che i Critical mass protestano contro la plitica poco ecologica di Palazzo Vecchio. Peccato che a rimetterci siano i fiorentini.