Sono circa 150 le persone che si
trovano in piazza SS Annunziata per la Critical Mass di marzo. L'impressione
è di un lieve aumento nel numero di partecipanti. Dopo i mesi invernali,
per la prima volta la partenza è avvenuta con la luce del sole. I ciclisti
si sono poi diretti verso il duomo, passando da via de'Servi. In piazza
della Signoria i Critical Masser hanno improvvisato una sorta di girotondo,
con allegre scampanellate indirizzate agli inquilini di Palazzo Vecchio. Poi
i lungarni fino al ponte San Niccolò. Qui è iniziato il giro lungo i viali
di circonvallazione, che ha mandato in tilt il traffico cittadino. Una
digressione fuori dai viali è stata fatta da viale Matteotti fino a via
Masaccio. Davanti al supermercato, un esterrefatto Bugliani (con tanto di
sportina della spesa) ha assistito a bocca aperta al transito dei ciclisti
scampanellanti.
Molti,
nella massa, avevano una bandiera della pace. Uno, addirittura, l'aveva
issata su una sorta di pennone montato su un carrettino attaccato alla bici.
Un ragazzo, in piedi sul partapacchi di una graziella, ha suonato un tamburo
per tutto il tempo.
Critical Mass, ritornata sui viali in piazza della Libertà ha proseguito
vino all'incrocio fra viale Redi e viale Belfiore. I masser hanno poi
imboccato via Benedetto Marcello, sciogliendosi sul luogo dove è avvenuto
l'incidente mortale del 5 marzo.
Ancora una volta i ciclisti hanno dovuto fare i conti con l'aggressività
dei guidatori degli scooter, che non si rassegnavano alla velocità imposta
dalla massa dei ciclisti
Sabato, il giorno dopo Critical Mass, Il Giornale della Toscana
pubblica un articolo in cui si sostiene una tesi curiosa: i ciclisti
avrebbero provocato dei tamponamenti fra automobili, in strade in cui manco
sono passati. Al di là di ogni altra considerazione, è molto buffo pensare
che gli automobilisti si possano considerare esentati dal dovere di frenare,
se l'ingorgo che hanno davanti è provocato dai ciclisti!