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bici sui treni e intermodalità in Toscana

In occasione degli Stati Generali della Bicicletta tenuti a Firenze il 24 novembre 2008 l'assessore Conti ha fatto una affermazione importante parlando della prospettata ciclopista dell'Arno e delle infrastrutture per la ciclabilità: "se devo bici + treno ...scegliere fra pendolari e turisti scelgo i pendolari".
L'intermodalità treno+bici è una delle misure chiave nella mobilità delle grandi aree metropolitane vaste che ormai in tutta Europa viene praticata (a basso costo) con ottimi risultati.
E' teoricamente già possibile anche in Italia, e in Toscana gran parte dei treni regionali lo prevedono, almeno con il relativo simbolo su vagoni e orari.
Una grande opportunità di un fiore all'occhiello per la nostra regione, dunque, che sul trasporto locale investe molto. Mancano alcuni tasselli realizzabili in poco tempo e alcuni a media scadenza. Fra i primi soprattutto il supplemento bici come abbonamento annuale o mensile, esistente per es. in Lombardia, nel virtuoso Trentino (e gratuito in Puglia). Attualmente il carico bici costa invece 3,50 euro al giorno, praticamente inutilizzato. La sola introduzione di questo abbonamento, facilmente realizzabile come opzione aggiuntiva della bigliettazione regionale "Pegaso", porterebbe ad una rapida diffusione della intermodalità tanto lodata , non inquinante e con effetti benefici sul traffico. Ed anche a nuovi introiti per Trenitalia.

Serviranno poi interventi per rendere realistico e sicuro lo spostamento in bici fra centri abitati e stazioni. Molti tratti della "ciclopista dell'Arno" già potrebbero avere questa funzione. Realizzandola in questa duplice ottica si andrebbero a sommare beneficio trasportistico e attrattiva per il crescente fenomeno del cicloturismo, su cui intere aree d'Europa hanno costruito fortune economiche (fra cui proprio il Trentino-Alto Adige), con nuovi flussi di visitatori colti e non certo "scappa e fuggi" o da saccheggio.

Sempre nell'ottica di abbattere i molti ostacoli all'uso intermodale di bici+treno serviranno poi interventi strutturali nelle stazioni: per es. scivoli di accesso, parcheggi bici (anche coperti) e, più ambizioso, ciclostazioni.
Ultimo ma essenziale anello della catena: piste ciclabili secondo standard europei nei grandi e piccoli comuni e fra di essi.
Si tratta comunque, anche nel caso delle infrastrutture dedicate alla mobilità ciclistica, di costi modesti e dai grandi effetti in tempi brevi.

Ma attenzione: parte delle piste ciclabili esistenti sono realizzate con pessime competenze tecniche, e quindi spesso inutilizzabili. C'è il rischio che la storia si ripeta, vanificando gli sforzi. Ed ecco che la Regione Toscana ha un ulteriore opportunità di intervento:

- offerta formativa sulla progettazione delle infrastrutture per la mobilità ciclistica, rivolta a tecnici e amministratori di Comuni e Provincie

- regolamentazione quadro che favorisca e stimoli la progettazione e realizzazione di reti ciclabili da parte di Comuni e Provincie garantendo al tempo stesso standard europei di sicurezza e usabilità.

Vogliamo provare a parlarne concretamente? E soprattutto passare ai fatti, già in questo ultimo scorcio di legislatura?


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