Coordinamento toscano della FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta
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Lettere di protesta dopo la giornata della bicicletta 2003

29 marzo 2003: l'assessore Bugliani e Città Ciclabile inaugurano il passaggio ciclabile sopra il ponte di piazza Vittorio Veneto. Buglian promette che verrà defintivamente aperto lunedì 31 marzo; ma il passaggio non viene aperto né lunedì, né i giorni successivi. I ciclisti si sentono presi in giro e lo fanno sapere all'assessore.

Lettera di Patrizio Suppa

Egregio assessore,
mi auguravo che la giornata della bicicletta portasse qualcosa di definitivo per Firenze e i ciclisti, come mi sembra fu detto a suo tempo. O sbaglio?

Invece, dopo i festeggiamenti per la giornata della bicicletta, sono ricominciati quelli delle giornate contro la bicicletta, che ora si celebrano 364 giorni all´anno (per l´anno prossimo, probabilmente anche 365) e a cui siamo abituati da un bel pezzo.

Non ho visto il passante ciclabile fantasma del lungarno ma, da quello che si legge sui giornali e si sente dagli amici, non dev´essere un granchè. Anzi, ad essere precisi, non c´è proprio.

Il motivo per cui le scrivo è il passaggio di piazza Vittorio Veneto, presentato in gran pompa giusto sabato scorso. Le scrivo perchè oggi è il terzo giorno che avrei dovuto usarlo per andare al lavoro mentre è ancora chiuso e mi ritrovo a dover passare in quel canyon mefitico che è via da Diacceto quando è piena di pullman. Ad occhio, aldilà della rete che blocca l´accesso, non si vedono neanche le urgentissime correzioni che sarebbero state necessarie e annunciate giusto sabato pomeriggio in Palazzo Vecchio.

In una città normale, non sarebbe stato possibile neanche pensare di eliminare un passaggio così importante fin dal principio dei lavori (quanti mesi sono passati?). In una città normale il progettista avrebbe pensato ad un passaggio provvisorio per i pedoni (e i ciclisti) che permettesse loro di fruire dell´area verde più grande di Firenze senza dover fare chilometri aggiuntivi in mezzo al traffico. Allo stesso progettista non sarebbe mai venuto in mente di mettere un passaggio pedonale in mezzo ad un ponte in una zona non illuminata e con le auto in accelerazione. Ma probabilmente non abitiamo in una città normale.

Quindi, consapevoli di questo, abbiamo pazientemente aspettato il nuovo passaggio, fatto dopo i feriti sul ponte (effetti collaterali?) e le proteste dei cittadini. Due mesi per fare una striscia di asfalto stretta, con dei cordoli di cemento pericolosi per le bici (ci sbattono i pedali) e con curve a zig zag degne di una discesa sugli sci più che per il transito a piedi o in bici.

Mi piacerebbe sapere con che criterio e con quale competenza i tecnici del Comune (o forse sono "esperti" esterni?) progettano e disegnano i percorsi ciclabili. A dare un´occhiata in giro sembra che prendano uno stradario, un pennarello e facciano delle righe qua e là per indicare i percorsi. A vedere quello che viene fatto (per esempio la nuova pista Rifredi-Novoli che verrà inaugurata domenica prossima) sembra anche che non vadano neanche a vedere di persona come è la situazione della viabilità delle zone interessate. Ad essere cattivi, sembra che non sappiano neanche andare in bicicletta.

Le dico questo perchè chiunque usi la bicicletta non avrebbe mai pensato di far passare la pista ciclabile sui marciapiedi che sono sempre affollati di pedoni e pendolari (via Panciatichi, per esempio) oppure di passare (di nuovo) sul marciapiede (via Magellano) in una strada larghissima e con nessun problema di parcheggio. Senza dimenticare che poteva essere fatta passare anche (o in alternativa) in via Barsanti nella sede della vecchia ferrovia che collegava la stazione con la Fiat e la Carapelli e che adesso è lì a fare da pattumiera a cielo aperto mentre in quella strada le auto viaggiano a velocità elevata (tra l´altro ho segnalato questa possibilità agli assessori al traffico da Giani in poi...).

Questa cosa ritengo sia significativa, perchè se i pochi soldi disponibili vengono spesi per fare cose fatte male, mi arrabbio doppiamente, come ciclista e come contribuente.

Non voglio essere noioso sui temi della vivibilità e della sicurezza delle persone sulla strada, ma dal tragico incidente del mese scorso non ho notato grandi cambiamenti: auto che passano con il rosso, velocità elevate, parcheggi selvaggi e, di nuovo, pedoni e ciclisti a cercare di non disturbare.
In una giornata come quella di sabato sarebbe stato necessario dare qualcosa di più concreto per la sicurezza di tutti, anche per ricordare degnamente quella povera vittima. Le proposte che ho sentito fare dall´Associazione Città Ciclabile (di cui sono socio dalla fondazione) mi sono sembrate un po´ ridicole ma, visto che nessuno rideva, suppongo siano state prese sul serio.

Intanto, negli stessi giorni a cavallo della giornata della bicicletta, un convegno sulle polveri fini dà la responsabilità al traffico per il 50-60% (mentre i blandissimi blocchi del traffico non vengono riproposti), e uno studio dell´ospedale Meyer attribuisce all´inquinamento un incremento (con numeri paurosi) delle malattie bronchiali dei bambini. Sono notizie che si possono trovare sui giornali fiorentini.

Lei ha detto, sempre sabato, che la cittadinanza è più avanti dell´amministrazione, almeno per la ciclabilità. Sì, non posso che darle ragione. E dandole ragione vorrei che si rendesse conto che non possiamo aspettare la tramvia per star meglio (ma ci farà davvero star meglio?). Ci sono migliaia di ciclisti che ogni giorno vanno al lavoro e a scuola in bici. Ce ne sono tanti altri che, con un po´ di accorgimenti per la sicurezza e una adeguata informazione, potrebbero farlo. Basterebbe cominciare a proteggere le strade intorno aalle scuole elementari, e pensare a quanti genitori accompagnano i figli in auto... e ai bambini che potrebbero andarci in bici...
Io mi ritengo fortunato, perché all´Isolotto (nonostante alcuni punti pericolosi da me segnalati e ancora lì ad aspettare un altro "tragico incidente") posso accompagnare mia figlia a scuola in bici e poi andare al lavoro. Quanti altri farebbero alla stessa maniera avendo un adeguato percorso protetto?

Mi auguro che quanto prima venga istituito l´ufficio per la bicicletta, visto che anche lei l´ha promesso in un paio di mesi. Mi auguro che questo ufficio sia aperto al confronto con i cittadini associati e singoli. Mi auguro anche che sia tenuto da chi la bici la usa tutti i giorni.

Me lo auguro, perché oggi questa città più che alla bicicletta mi sembra adatta alla cyclette.

Saluti
Patrizio Suppa

Lettera di Maurizio

Domenica scorsa l'assessore Bugliani ha inaugurato in pompa magna il passante ciclabile lungo l'Arno che dovrebbe consentire ai ciclisti di andare da ponte all'indiano al Teatro Tenda sempre muovendosi lungo piste ciclabili e che potrebbe essere una alternativa all'uso dell'auto in città Peccato che il punto fondamentale del passante,un piccolo corridoio ciclabile che consentiva di attraversare piazza Vittorio Veneto (altrimenti inattraversabile da pedoni e ciclisti) è stato aperto Domenica e mai più riaperto. Purtroppo questa amministrazione continua a inaugurare piste ciclabili fantasma o mal fatte, senza volersi confrontare con chi vorrebbe utilizzare la bici in questa città come mezzo di trasporto privilegiato. A quando azioni serie , ben programmate e concordate con gli utenti sulla viabilità di Firenze ?