Contrastare rimozioni e vessazioni anti-bici
Soprusi e persecuzioni contro i virtuosi cittadini che si muovono in bicicletta sono purtroppo all'ordine del giorno, e in questo Firenze ha un triste primato. In molti casi i Vigili si basano su interpratazioni capziose e assai dubbie del codice della strada, oltre che sulla pretesa di infallibilità. Finora nessun tentativo di riportarli al buon senso ha sortito il minimo effetto: impermeabili ad ogni ragionamento, agli esempi di altre città, alle brutte figure, agli appelli. Una buona leva può essere un forte contrasto sul piano legale, possibile ed efficace in molti casi singoli e ancor più in alcuni casi esemplari, specialmente se abbinato ad un buon risalto mediatico.
Chi ha casi di interventi dubbi o illegittimi da parte dei Vigili è invitato a scriverci, in modo più preciso possibile, cliccando qui . Vaglieremo la possibilità di dare una mano in un ricorso al Giudice di Pace.
E' anche possibile stampare l'articolo con foto cliccando qui.
Vedi anche il nostro precedente articolo Il codice della strada per i ciclisti.
I casi più frequenti di abusi e di multe:
sosta bici
Secondo le ristrette visioni dei ns fantastici Vigili la bici cerchiata in giallo nella foto 1, all'esterno della rastrelliera, è in divieto e viene rimossa perchè "fuori dagli spazi consentiti". Bufala colossale da portare in giudizio: le bici posso parcheggiare ovunque non vietato, come in questo caso, palesemente non sul marciapiede.
foto 2: bici legata ad un transennamento fisso, all'interno di uno spazio non praticabile e non sul marciapiede: legittimo secondo noi.
foto 3: un esempio simile è quello di piazza de Ciompi, dove circa 2 anni fa i Vigili effettuarano una delle più efferate rimozioni massicce - in buona parte illegittime, dato che le biciclette non erano affatto sul marciapiede ma legate ad una balaustra su una striscia esterna, non praticabile dai pedoni. Rimozione sicuramente persecutoria e probabilmente in giudizio verrebbe annullata
foto 4: bici legata ad un recinzione ferroviaria, non sul marciapiede e di nessun intralcio. Eventuale rimozione assai dubbia.
foto 5: bici legata ad una transenna a protezione dell'alberatura, all'interno di uno spazio non praticabile e non sul marciapiede: legittimo, ma i Vigili potrebbero come al solito considerarla "fuori dagli spazi consentiti" e avviarla al campo di concentramento. Molto probabile che in giudizio vengano smentiti vergognosamente.
In tutti questi casi (o simili): non rassegniamoci, e portiamo la Polizia Municipale in giudizio per farsi rendere la bici con le scuse, senza multa, e con vergogna sui razziatori tramite adeguato rilievo mediatico.
precedenze
In bici in uscita da Ponte S. Trinita, per imboccare legittimamente il primo tratto di via Maggio (che è a doppio senso). Un automobilista viola la precedenza e travolge la ciclista, che viene multata per transito controsenso: follìa sconfinata. Da portare in giudizio, stracciare e svergognare. La cosa è già avviata e ci sarà da ridere ...
recupero con ricatto
I Vigili arrivano, si portano via una camionata di bici, preferibilmente funzionanti. Qualcuno va alla depositeria per riprendersela, ingoiando l'esoso balzello di circa 80 euro, e solo a quel punto la Polizia Municipale emette un verbale individuale di infrazione. Al momento della rimozione se la sono fatta facile, niente verbalizzazioni singole. Non è possibile verificare e contestare la legittimità e le circostanze della sanzione, ancor meno identificare la bici. In pratica si va a prendersene una a scelta. Procedura altamente dubbia, da contestare caso per caso e che potrebbe condurre, finalmente, a porre freno alle rimozioni massicce.
incroci e attraversamenti
Se è presente l'attraversamento ciclabile chi è in bici, in sella, ha la precedenza come i pedoni sulle "strisce" (e non è obbligato scendere e condurre a mano)
Attenzione a non confondere i due attraversamenti: quello pedonale ha, appunto, delle larghe strisce mentre quello ciclabile, spesso affiancato, ha una o due file di quadrotti bianchi (vedi foto). Il fondo rosso è facoltativo, aumenta visibilità e sicurezza.
Molto improbabile essere multati, ma la precedenza per le bici alle intersezioni con attraversamento ciclabile è poco conosciuta, a volte dagli stessi Vigili, e può essere sfruttata in caso di incidente come pretesto per darvi torto o un "concorso di colpa".
Va ricordato che agli attraversamenti ciclabili in mancanza della luce semaforica bici vale quella pedonale. Inoltre, ai semafori su viabilità ordinaria, allo scattare del verde pedoni e ciclisti partono per primi.
Il non rispetto della precedenza agli attraversamenti ciclabili comporta, come per quelli pedonali, la decurtazione di 3 punti dalla patente.
transito bici in zona pedonale
Secondo il Codice (art. 3) il transito bici nelle zone pedonali è consentito, se non escluso esplicitamente dalla segnaletica. In tal caso, molto raro, il "pannello integrativo", che è il rettangolo posto sotto al cartello vero e proprio, dovrebbe indicare il divieto ai "velocipedi". La semplice affermazione che il divieto è previsto da qualche ordinanza comunale, se non illustrato dalla segnaletica, è quasi certamente di nessuna validità e la multa verrebbe annullata con un ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto.
La zona pedonale non va confusa con il marciapiede, dove le bici non possono andare, a meno che non ci sia il cartello di percorso promiscuo ciclopedonale o la pista ciclabile segnalata su una sezione dello stesso (in tal caso non si tratta più di marciapiede, riservato ai soli pedoni).
tenere la destra
Molto improbabile essere multati, ma l'obbligo di tenere la destra può essere sfruttato in caso di incidente come pretesto per darvi torto o un "concorso di colpa".
Tale obbligo non significa affatto dover andare a filo di marciapiede o delle auto in sosta. Le distanze di sicurezza sono essenziali, sia per avere uno spazio di salvezza nel caso vi stringano di fianco, sia per il pericolo di apertura sportelli improvvisa da auto in sosta.
Suggeriamo perciò di mantenere per es. almeno 70, meglio100 cm dal margine destro. Distanze di sicurezza analoghe dovrebbero essere mantenute anche dagli automobilisti alla sinistra, cosa purtroppo rarissima, e anche davanti e dietro, in misura molto maggiore (spazio di frenata). Questi fattori però possono esser fatti valere dal ciclista in caso di incidente.
obbligo di utilizzo della pista ciclabile
L'obbligo vale in tutti i casi in cui sia presente una pista ciclabile su quella strada. L'infrazione di non utilizzo può essere molto svantaggiosa soprattutto in caso di incidente: verrà presa a pretesto per darvi torto.
Purtroppo sui tratti promiscui (vedi cartello a fianco, omino sopra, bici sotto) è molto dubbio se valga l'obbligo. Un parere ministeriale afferma di no, ma si tratta appunto di un parere e come in altri casi non fa di per se legge. Decide il giudice, e non è detto che la cosa sia sensata. Grande cautela dunque.
Casi in cui l'obbligo di utilizzo della pista ciclabile non vale possono essere per es. se non accessibile dalla provenienza del ciclista, o non visibile e altri casi analoghi. Ci si muove sul filo del rasoio, anche qui grande cautela.
obbligo di condurre a mano
L'obbligo vale nei confronti dei pedoni, nei casi in cui potrebbe essere di intralcio ad essi, oppure se segnalato specificamente
Da ricordare: bici condotta a mano = pedone! Quindi si va dappertutto, sui marciapiedi etc.
Attenzione: il cartello di fine-pista, come in foto, NON significa affatto che il ciclista deve scendere e condurre a mano. In realtà quel cartello non ci deve essere davanti ad un attraversamento ciclabile. Oltre ad essere insensato e irregolare non sottrae affatto la precedenza al ciclista sull'attraversamento ciclabile.
Il significato di questo abusato cartello è che finisce per l'obbligo di utilizzo della pista ciclabile e ci si immette su viabilità ordinaria, secondo tutte le regole del Codice.
Richiesta di intervento rifiutata
Qui a rischiare sono i "tutori dell'ordine": il rifiuto di intervenire ad una specifica richiesta motivata può configurarsi come reato penale di "omissione di atti d'ufficio". Non sarebbe la prima volta.
Prospettare il reato penale ha spesso l'effetto di ottenere l'intervento che si cercava di non effettuare, anche se la cosa non sarà proprio gradita ai signori Vigili...
E' anche possibile effettuare un reclamo rivolgendosi al Comandante:
La casistica è in aggiornamento, se hai situazioni dubbie da segnalare fallo, per es. cliccando qui.
Interessante articolo del 2008, purtroppo ancora attuale:
05/09/2008 Emergenza rimozioni biciclette
Casi su cui i Vigili non intervengono e molti considerano "normali", da sinistra a destra:
Viale Michelangelo, percorso pedonale stabilmente ostruito da sosta selvaggia
Piazza Ferrucci: ciclabile ostruita (1 veicolo è di una controllata comunale)
Via Cerretani, facile metter rifiuti ingombranti fuori del negozio
Zona San Salvi, fantastica e sistematica sosta sul marciapiede